Vietina: «Piano Scuola inconsistente, solo belle parole». Morrone: «Il ministro Azzolina allo sbando»

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Domani sarà presentato ufficialmente il Piano Scuola 2020-2021, un documento che avrebbe dovuto contenere il piano del Ministero per gestire il rientro nelle classi a settembre, studiato da un apposito gruppo di esperti messi in campo dalla Azzolina. Uso il condizionale perché nella bozza che ci è stata sottoposta manca tutto quello che ci saremmo aspettati: non ci sono indicazioni dei livelli minimi di servizio né modalità operative né, tantomeno, fondi a disposizione per affrontare questa emergenza che sta mutando nel profondo il nostro modo di vivere l’istituzione scolastica” è il commento di Simona Vietina parlamentare di Forza Italia e sindaca di Tredozio.

Come ormai – continua la deputata azzurra – è diventata un’abitudine fin dai primi giorni della didattica a distanza, il Ministero non fa nulla se non delegare la gestione della situazione facendola ricadere completamente sulle spalle delle scuole, degli insegnanti, dei dirigenti scolastici e dei sindaci, lasciati soli di fronte alla necessità di trovare spazi adeguati. Non mi stupisce affatto la perplessità che proprio questi i dirigenti scolastici, attraverso le parole del presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, abbiano espresso forti perplessità nei confronti del documento definendolo alquanto generico, sottolineando anche era attesa maggiore concretezza e che pur apprezzando le indicazioni sull’autonomia delle scuole, non vengono poi forniti strumenti per realizzarla“.

Per la ripartenza a settembre non bastano buone intenzioni e indicazioni genericamente condivisibili: serve un Piano Scuola che sia operativo, chiaro e che mostri in maniera inequivocabile come il Paese intenda investire nella scuola e nella ripresa delle attività didattiche. Si può e si deve fare molto meglio di quanto visto fino a oggi” conclude Simona Vietina docente e componente della Commissione Cultura della Camera.

Il ministero dell’Istruzione è allo sbando. Mentre il ministro Lucia Azzolina fa trapelare le future linee guida per la scuola, già bocciate dai presidi, gli Istituti scolastici sul territorio devono organizzarsi con grandi difficoltà per la formazione delle classi basandosi sulle norme vigenti”. Così il parlamentare della Lega Jacopo Morrone, commentando la presentazione di un’interrogazione urgente al ministro.

A dettare legge, in questo caso, è il DPR 81/2009 che stabilisce i parametri per la formazione delle classi, in particolare nelle scuole secondarie di secondo grado, prevedendo classi iniziali (le prime e le terze) composte mediamente da un numero di studenti compreso tra 27 e 30 unità. Nel passaggio dal primo biennio alla terza, il decreto può addirittura obbligare allo smembramento di classi per formarne delle nuove rispettose del parametro di 27 alunni, non tenendo in alcun conto l’esigenza di aumentare il distanziamento degli studenti legata all’emergenza Covid. La prospettiva dello smembramento delle classi considerate sottodimensionate dai parametri del decreto sta sollevando le proteste e le preoccupazioni delle famiglie che, fuorviate dalle notizie diffuse dal Governo sulla necessità di superare le classi ‘pollaio’, si scontrano nel concreto con le norme tuttora vigenti a cui le scuole si debbono attenere. Un’ulteriore aggravante a carico di Azzolina è quella di considerare gli studenti come semplici ‘numeri’. Lo smembramento obbligato delle classi, infatti, dopo la prolungata assenza, obbligherebbe i giovani al rientro a scuola a dover affrontare anche la difficoltà di inserirsi in una classe di nuova formazione. A ciò si aggiungono le mancate direttive e il silenzio tombale del Governo sull’immissioni di nuovi insegnanti, fattori indispensabili per poter organizzare in sicurezza il prossimo anno scolastico. Ho chiesto, quindi, al ministro di individuare percorsi per scongiurare lo smembramento di alcune classi e di procedere al più presto alla selezione degli insegnanti precari da immettere in ruolo con concorso straordinario” conclude il parlamentare del Carroccio.