Supermercato di Coriano. Morgagni: «L’Amministrazione ascolti i cittadini»

0

Questa mattina, insieme a numerose associazioni, organizzazioni sindacali e di categoria e forze politiche, abbiamo partecipato al sit-in promosso dai quartieri della zona Nord contro la progettata variante che consentirà l’apertura di una nuova grande area di vendita alimentare nella zona di Coriano. Cittadini e associazioni hanno fatto sentire con forza la propria voce contro un progetto incomprensibile e dannoso per la nostra città e, soprattutto, hanno chiesto che l’Amministrazione ponga fine all’atteggiamento unilaterale e autoreferenziale manifestato in tutte queste settimane e si apra ad un confronto, tanto più necessario vista la complessità dell’opera e il suo impatto sul territorio forlivese” è il commento di Federico Morgagni di Forlì & Co.

A nostro avviso – continua – si tratta di una richiesta che dovrebbe essere accolta al più presto, non solo per il numero di soggetti che l’hanno avanzata, ma anche perché la sua ratio appare ragionevole. L’impatto della crisi provocata dal Covid-19 impone infatti di fermarsi e riflettere sulle mutate condizioni economiche e sociali, tenendo contemporaneamente conto dei trend di lungo periodo che già in precedenza interessavano la nostra collettività. Il settore della distribuzione non può crescere all’infinito solamente costruendo nuove strutture. I consumi in un territorio sono determinati dalla ricchezza che complessivamente si produce in quel territorio e dalla struttura anagrafica della sua popolazione“.

Se si autorizza una nuova grande struttura commerciale – precisa l’esponente del centrosinistra – è necessario tenere conto che la sua presenza provocherà giocoforza una ristrutturazione della rete distributiva. E che altri soggetti del settore del commercio saranno costretti ad un ridimensionamento o persino alla chiusura, con il rischio che il saldo occupazionale, invece di essere positivo, sia negativo. Di conseguenza riflettere attentamente sugli impatti di mercato e occupazionali di un’operazione di questo genere, e confrontarsi con i vari attori del settore, dovrebbe essere la precondizione per ogni nuova autorizzazione. E lo stesso si può dire per tutti gli altri aspetti della questione. A Forlì serve nuovo cemento? O non sarebbe forse più opportuno incentivare azioni di recupero e rigenerazione dell’esistente? E così via“.

Si tratta di temi di fondo, che non si può eludere semplicemente delegando al “mercato” ogni decisione. Ciò presupporrebbe infatti che il mercato realizzi l’allocazione ottimale delle risorse e che sia più opportuno lasciare il tutto alle sue logiche. Ma la storia e le realtà concrete delle nostre città dimostrano che i piani urbanistici sono fondamentali proprio per dare una organizzazione ottimale a spazi urbani che logiche esclusivamente mercantili si rivelano insufficienti a razionalizzare. La qualità della vita, nei fatti, non è un prodotto del caso ma di scelte e azioni ben precise dell’attore pubblico: l’identificare degli standard per il verde, per i vari tipi di servizi vuole essere un modo di far co-abitare e indirizzare le iniziative del mercato senza perdere la bussola della salvaguardia dell’interesse generale. Da parte nostra ci sentiamo di riproporre l’emendamento che avevamo avanzato il Consiglio comunale. Si adotti una moratoria per l’autorizzazione di tutte le nuove medie e grandi strutture di vendita, per il tempo necessario ad approfondire tutte le sfaccettature della questione, confrontarsi con i vari interlocutori fra la cittadinanza e le associazioni e definire un percorso comune per lo sviluppo futuro della rete commerciale e del sistema urbano di Forlì. Solo allora si tireranno le somme. La palla ora torna alla Giunta” conclude l’esponente di Forlì e Co.