Fiume-Ronco-Bidente

Valorizzare il fiume Ronco Bidente, prendendo spunto anche dalle buone pratiche condotte dai vicini riminesi e ravennati. Questo l’intento dell’incontro web con il quale riparte ufficialmente il processo “Ronco Bidente Partecipato”, progetto che, promosso dal centro visite Spinadello in collaborazione con i Comuni di Forlimpopoli, Forlì e Bertinoro, e con il sostegno della Regione Emilia Romagna, punta al coinvolgimento di pubblico e privato per la riqualificazione dell’intera area fluviale. L’incontro web si tradurrà in un confronto trasmesso in diretta sulla pagina Facebook del progetto (@Roncobidentepartecipato) e sul canale Youtube di Spinadello Forlimpopoli martedì 9 giugno dalle 16.30 alle 18.30 e dal titolo “Quale futuro per il Ronco Bidente?”.

Dopo aver infatti raccolto informazioni e spunti da residenti, fruitori, attività economiche, referenti di tutela ambientale e turismo, il processo prevede il confronto con chi ha già intrapreso percorsi simili prima. A riguardo, sono state individuati il Parco Regionale della Vena del Gesso e il contratto di fiume della Val Marecchia come due modelli di governance da cui trarre ispirazione: l’incontro web prevede dunque una breve presentazione iniziale delle due esperienze e poi la possibilità per chi partecipa di porre domande.

Saranno presenti come relatori: Monica Palazzini, referente per la Regione Emilia Romagna del sistema delle aree protette e della conservazione della biodiversità, per avere uno sguardo di insieme sulle attività a livello regionale; Riccardo Santolini, docente universitario già assessore al Comune di Rimini, membro del Tavolo Nazionale sui Contratti di Fiume; Stefania Sabba: sindaca del Comune di Verrucchio (che assieme Santolini presenterà quindi il Contratto di fiume Marecchia); Massimiliano Costa, direttore del Parco Regionale della Vena del Gesso e dell’ente di gestione per i Parchi e la biodiversità – Romagna; Dante Gianstefani, presidente Federcaccia Ravenna, anche lui chiamato a intervenire sull’esperienza del Parco della Vena del Gesso.

Dopo una breve presentazione delle diverse esperienze i relatori risponderanno alle domande del pubblico, invitato a partecipare senza limiti di accesso. Al termine della diretta, il video completo dell’incontro sarà comunque anche visibile dal sito www.spinadello.it. Rientra così dunque nel vivo il processo partecipato che, a seguito delle misure anti-Covid, aveva dovuto fermare per tre mesi i suoi incontri pubblici ma che ha continuato via web (tramite la sua pagina Facebook e il sito www.spinadello.it) ad alimentare il confronto attorno al futuro del fiume Ronco Bidente e a promuoverne la conoscenza.

Obiettivo del processo – avviato a fine gennaio con l’incontro tra assessori e tecnici dei Comuni, compreso quello propositivo di Meldola, coinvolta dalle Amministrazioni partner per la sua posizione strategica, con l’affaccio sulla vallata che guarda al parco nazionale e l’incrocio con l’asse dello Spungone – è dunque quello di “favorire un’integrazione orizzontale tra le amministrazioni e tra loro e gli altri enti competenti per l’area e un’integrazione verticale tra tutti i soggetti che a vario titolo sono portatori di interesse sull’area e che in parte già vi operano spesso senza conoscersi e relazionarsi l’un l’altro”, si legge nel progetto: dai residenti alle attività economiche legate alla valorizzazione turistica e ricettiva o meno, dalle associazioni di tutela ambientale alle pro-loco, fino ai singoli cittadini fruitori dell’area.

Il processo prevede quattro fasi di attuazione: dopo quella destinata a individuare i soggetti interessati della zona e ad analizzare la loro percezione sul fiume e le loro istanze a riguardo; la seconda di vera e propria co-progettazione con gruppi di lavoro e stesura del Protocollo di intesa; la terza di consultazione pubblica del documento e infine la quarta, di approvazione del Protocollo e di monitoraggio dello stesso.