Proibizionismo alla forlivese e decentramento scolastico

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Stasera, ore 19,15. Una signora si reca in un magazzino del centro per la spesa. Compra fra l’altro una bottiglia di vino. Alla cassa la informano che gli alcolici, dentro le mura, non si possono vendere dalle 19,00 in poi, neppure in una Coop. Però, se proprio vuole comprarlo, può andare dall’altra parte della strada, che è al di là dei viali di circonvallazione. Dopodiché, può berlo dove vuole. È il proibizionismo alla forlivese, cioè finto e inutilmente vessatorio: non c’è neppure bisogno di Al Capone.

La trovata per affrontare il prossimo anno scolastico è stata semplice: linee guida e poi si arrangino i dirigenti scolastici. Chiunque abbia un minimo di esperienza amministrativa sa che, di qui a settembre, non è possibile alcun serio intervento edilizio o di manutenzione straordinaria: i bilanci e gli itinera amministrativi di Comuni e province, in larga misura proprietari degli immobili, hanno orizzonti temporali ben più ampi. C’è spazio per mascherine, qualche separatore e non molto altro. È il decentramento al tempo del neo-centralismo: chi comanda elabora linee guida e controlla; a chi ubbidisce, in periferia, resta un bel cerino acceso fra le dita.

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.