Nuovo centro commerciale. Dure prese di posizione di Confesercenti e Confcommercio

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«Le dichiarazioni apparse sugli organi d’informazione di Davide Orioli, amministratore delegato di Omnia, sul tema dell’area commerciale compresa tra le vie Bertini, Balzella e Bernale (clicca qui per leggere l’articolo), sono davvero rilevanti ancorchè curiosamente un po’ confuse e imprecise. Certamente forniscono spunti utili a chi, come noi, ritiene la variante proposta dalla società di cui è amministratore delegato, assolutamente inaccoglibile.

Stante la situazione ed al punto in cui siamo non c’è altro che da attendere. Se la variante andrà in Consiglio Comunale per una eventuale adozione infatti finirà finalmente la fase delle favole e della narrazione politica. Gli atti saranno nero su bianco e con le osservazioni che sicuramente giungeranno non solo da parte nostra, certamente per l’esame a cui verrà sottoposto il provvedimento dalla Provincia, le questioni che in parte abbiamo già posto, ma altre ce ne saranno, non potranno più essere eluse. Però nel frattempo vorremmo pregare tutti i soggetti interessati ad essere rispettosi dell’intelligenza altrui.

Siccome noi lo siamo, consigliamo al promotore di smetterla di sbandierare la rinuncia ad attivare tre medio piccole strutture alimentari in cambio di una sola come se fosse un fatto reale. Davvero ci vuole fare credere che ci sarebbero imprenditori sani di mente che abbiano mai pensato di aprire tre supermercati uno di fianco all’altro nell’area interessata dal suo progetto? Oppure quell’area beneficia semplicemente come in tutte le oltre 90 aree a Forlì validate per ospitare medio piccole superfici di vendita, della possibilità per chiunque e dovunque di poter aprire medio piccole superfici alimentari o non alimentari, a scelta dell’imprenditore.

Sempre nel rispetto dell’intelligenza altrui eviti di impegnarsi per la futura tipologia delle medie superfici non alimentari. Il costruttore si sofferma per altro ampiamente e con opinioni del tutto personali nel sostenere che l’insediamento in oggetto non avrà ripercussioni sulla rete distributiva del centro storico. Posto che l’analisi di cui ci occupiamo in questa fase ha ragioni ineludibili di natura urbanistica, e che in ogni caso la rete distributiva che rappresentiamo è tutta, non solo quella di una parte della città, orbene l’opinione del proprietario (in parte) e promotore in toto dell’area, è francamente fantasiosa e non condivisibile.

La proposta di area commerciale di cui è portatore non solo impatterebbe in maniera devastante sulle attività del centro storico ma non di meno negativamente su tutta la rete distributiva del circondario forlivese, causando la chiusura di molte piccole imprese.
La catena alimentare che andrà a realizzare il 2500 alimentare, si vocifera essere leader in Italia in questo segmento di mercato e si posiziona nei territori con politiche commerciali molto aggressive anche in termini di servizio. Quindi ci siamo già tutti dimenticati dello straordinario ruolo svolto dai nostri punti di vendita presenti nei quartieri in pieno lockdown, quando invece le strutture più grandi erano quasi deserte ed i centri commerciali chiusi?

L’eventuale avvio di questa area commerciale con l’inserimento di una medio grande struttura alimentare, oltre a essere una straordinaria speculazione commerciale per il promotore immobiliare, certamente aumenterebbe il livello competitivo con le imprese già presenti sul territorio. È però oggettivo stimare che gran parte dei ricavi di questa nuova struttura verrebbero sottratti dalle quote di mercato detenute dalle imprese esistenti, con il rischio che venga meno la presenza diffusa nei quartieri delle medio piccole imprese alimentari, apparse così straordinariamente necessarie al momento del bisogno dei mesi appena passati.

Proprio in quello stesso periodo in cui la variante ha avuto un percorso particolarmente veloce e non fosse stato per noi, del tutto silente. Una ultima annotazione alle riflessioni dell’amministratore delegato di Omnia srl, laddove parla di occupati. Sicuramente sul saldo tra eventuali assunti, spesso giovani a lavoro precario e soggetti che perdono il posto di lavoro, più spesso padri e madri di famiglia difficilmente ricollocabili nel mondo del lavoro, consiglieremmo maggiore prudenza. In ogni caso, la scelta di avviare o meno l’autorizzazione di questa operazione compete alla politica, così come ad altri spetta il ruolo di esaminare i contenuti di legittimità della variante proposta. Ma nell’attesa ci piacerebbe sapere perché nessuno ha ancora risposto alla nostra contestazione sui dati presi a riferimento sul traffico generato, fondamentali nell’esame della variante e perché nessuno ribadisce tra i cantori a favore dell’intervento che per quanto riguarda gli oneri a carico del proponente stiamo parlando di impegni già presi e che questi deve onorare anche se la variante non passa, nella stessa identica misura»?

Alberto Zattini e Giancarlo Corzani direttori Confcommercio e Confesercenti