Via-Cervese

Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di un nostro lettore.
Sono sicurissimo che migliaia e migliaia di automobilisti che percorrono il primo tratto della via Cervese, specie d’estate, direbbero un grazie grandissimo a chi si adoperasse per rimuovere quei micidiali cordoli alti, spigolosi, taglienti e pericolosissimi per la circolazione dei veicoli, posti in via Cervese, al centro degli attraversamenti pedonali. Io mi sento in dovere di segnalare come utente della strada, ed ex operatore di polizia Municipale per ben 33 anni consecutivi, che quei cordoli voluti chissà da chi, non sono a beneficio di nessuno, ma sicuramente pericolosi per tutti coloro che si trovano a transitare nel primo tratto della via Cervese.

Tant’è che sono moltissimi gli utenti della strada che hanno danneggiato i veicoli, solo per essersi spostati di pochi centimetri dal margine destro della stretta carreggiata, verso il centro della stessa, hanno urtato involontariamente quei cordoli pericolosi e taglienti, specie per i veicoli di certe dimensioni che sono costretti a transitare a centimetro nelle stesso punto di strettoia, creando nel tempo anche delle fossature nell’asfalto. Si suppone che l’ente proprietario della strada, tramite i suoi tecnici, quando istituisce degli attraversamenti pedonali, dovrebbe considerare se in zona vi è un certo movimento di pedoni. Nel caso specifico nulla di tutto ciò. Anzi, ai lati della strada, in alcuni casi, vi sono delle recinzione in rete e cancellate senza aperture, con esclusione completa di pedoni e di edifici. Inoltre, la carreggiata è di larghezza talmente stretta che eventuali pedoni, attraverserebbero la stessa in pochissimi secondi. Sono certo che recandosi sul posto a verificare quante ore bisogna aspettare per vedere un pedone che attraversa la strada, anche uno sprovveduto si renderebbe conto di quanto inutili sono quei cordoli. Quindi quelle opere, oltre a non essere necessarie, sono di intralcio e molto pericolose per la circolazione veicolare e, sono state un costo inutile per la collettività“.