La maturità dell’80

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Greco scritto: Platone. E poi tanti altri frammenti: il volto del commissario di Storia, il tema di Italiano, il presidente – un professore d’altri tempi -, gli inevitabili aneddoti. Il “Giornale” di Montanelli, pochi mesi prima, aveva pubblicato un fondo intitolato: “Quarantenni nel Duemila”. Raccontava il compito che attendeva la nostra generazione. Ma una generazione non divenimmo mai. Fummo donne e uomini con il loro destino ora banale, ora triste, ora glorioso: ma collettivamente, nulla.

Nessuno, al di fuori di noi, si ricorderà dei maturati dell’80. Avrei dovuto capirlo quando, in agosto, passai con mia madre dalla stazione di Bologna, slabbrata dalla bomba, mentre ero in viaggio verso Firenze e l’Università. Quale futuro radioso poteva essere in serbo per noi in un Paese così? Eppure, per fortuna, allora indossavo le lenti deformanti delle grandi speranze. C’è una felice stagione della vita in cui le si indossa senza accorgersene, senza avere alcun difetto alla vista. Poi le si perde; e ci si ritrova, quasi all’improvviso, con gli occhiali sulla punta del naso.

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.