Il libro “Il Sangiovese di Modigliana. Storia di vigne e vini dell’alta collina romagnola”

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Un’altra bella iniziativa editoriale dell’Accademia degli Incamminati di Modigliana che illustrasse le caratteristiche enogastronomiche locali, in vendita in questi giorni, sta raccogliendo lusinghieri commenti. Incaricato Giuseppe Sangiordi, detto Beppe, nativo di Casola Valsenio, il risultato davvero brillante è appunto la pubblicazione: “Il Sangiovese di Modigliana – Storia di vigne e vini dell’alta collina romagnola”, per i tipi della Tipo-Litografia Fabbri di Modigliana, a 10 euro, 125 pagine sul mondo rurale della parte più a valle del Tramazzo, con fotografie a colori di numerosi vigneti, riferimenti, cartine e tantissime informazioni con una chicca.

Sangiorgi dimostra che il nome del protagonista del libro, il Sangiovese, è stato citato per la prima volta in un documento del 1671: ”Libro delle entrate e delle uscite della Chiesa di S. Bernardo”. Infatti riferito al podere “Regiano di Modigliana della Balìa di Buta quell’anno vengono introitate, quale parte dominicale, quattro some e 153 libbre di una grilla, lovidella e sangiovese”. La copertina è un doveroso omaggio al grande macchiaiolo Silvestro Lega (1826-1895) per il suo quadro intitolato “In cantina”, del 1870. L’autore si muove tra vini e vigneti con sapiente destrezza per essere un riconosciuto esperto di vini che ha molto pubblicato patrimonio enogastronomico della Romagna e fu anche direttore per 10 anni della rivista di vini e sapori “Romagna Doc”. Egli attribuisce a Modigliana, all’inizio degli anni ’80 “la rinascenza dei vini romagnoli con in testa il Sangiovese”.

Come noto Modigliana appartenne al Granducato di Toscana fino al 1923, quindi in provincia di Firenze, e secondo l’autore gli abitanti “sono da sempre romagnoli per storia lingua e costume. Lo prova anche il Sangiovese, chiamato qui con tale termine fino al Seicento, mentre al di là dell’Appennino portava un altro nome”. Il sindaco Jader Dardi nel suo preambolo evidenza che “il vino che qui viene prodotto può presentarsi oggi come un elemento distintivo e originale per qualità e profumi che richiamano inevitabilmente il valore del suo territorio e la convivialità che attraverso il vino si riesce ad esprimere”. La prefazione è di Giordano Zinzani, presidente del Consorzio Vini di Romagna, che spera: “Questo libro costituisca un esempio da seguire per altre zone vinicole romagnole”. Oltre alla tradizionale sagra “ModiglianaDoc – Sangiovese in Festa” che quest’anno sarebbe giunta alla 51° edizione se non ci fosse stato il Covid 19, bisogna ricordare le 11 cantine locali che si sono consorziate nell’associazione culturale “Modigliana, stella dell’Appennino”: Agrintesa, Balia di Zola, Casetta dei Frati, Castelluccio, Fondo San Giuseppe, Lu.Va., Mutiliana, Il Pratello, Il Teatro, Torre San Martino, Villa Papiano. Alcune di queste cantine hanno avuto valutazioni notevoli per i vini prodotti. L’associazione fu invece protagonista lo scorso anno, in agosto, di un evento importante: la prima edizione de “La Stella dei calici”. Tutti auspicano che tra due mesi si possa svolgere la seconda, col virus finalmente arresosi.