Il calvario degli scrutini

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Non è stato facile, quest’anno, per i nostri insegnanti riuscire a venire a capo delle valutazioni finali. Gli scrutini online hanno richiesto un rodaggio accelerato, reso più complicato dalla ponderazione di elementi qualitativamente diversi (la “memoria” del rendimento in presenza e la partecipazione alle lezioni da remoto). Restare equilibrati non era semplice, dati i messaggi contrastanti cumulatisi nei mesi: dalla promozione “obbligatoria” all’attestazione burocratica di competenze ardue da dimostrare, in mancanza di un contatto umano permanente.

Due sensazioni. La prima: il Covid ha incrementato i processi di burocratizzazione già in atto da tempo nella Scuola e nell’Università. Il tempo trascorso a produrre certificazioni di qualsiasi genere si è moltiplicato.

La seconda: le disuguaglianze, soprattutto nella Scuola dell’obbligo, sono aumentate. Seguire le lezioni da remoto non è semplice per i bambini e sono stati agevolati, a parte i bravi, soprattutto coloro le cui famiglie hanno speso molte energie per supportare la nuova avventura. Tutti gli altri, grazie al combinato disposto dell’alibi offerto dal mezzo e della promozione assicurata, hanno imparato davvero poco. In qualche caso, niente.

Roberto Balzani

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.