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In occasione della Giornata internazionale dei donatori di sangue (14 giugno), proclamata dall’Organizzazione mondiale della Sanità nel 2004, il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani rammenta l’importanza di un atto spontaneo, generoso, determinante per la salvaguardia della vita altrui, come appunto è il donare il sangue.

La sensibilizzazione verso un simile gesto di altruismo può e deve partire proprio dalla scuola: rimuovere la diffidenza e l’indifferenza, i due ostacoli principali verso il compimento di un tale intento, necessita di un percorso formativo fin dalla più tenera età.
Il tema di quest’anno è “Give blood and make the world a healthier place”, tradotto in italiano con: “Dona sangue e rendi il mondo un posto più sano”.

Gli obiettivi della campagna dall’Organizzazione mondiale della Sanità di quest’anno sono:
“celebrare e ringraziare le persone che donano il sangue e incoraggiare coloro che non hanno ancora donato il sangue a iniziare a donare; evidenziare la necessità di donazioni di sangue impegnate tutto l’anno, per mantenere forniture adeguate e ottenere un accesso universale e tempestivo a trasfusioni di sangue sicure; focalizzare l’attenzione sul contributo dei donatori all’intera comunità come fattore critico nel miglioramento della salute; dimostrare la necessità di un accesso universale a trasfusioni di sangue sicure e fornire sostegno al suo ruolo nella fornitura di un’assistenza sanitaria efficace e nel raggiungimento dell’obiettivo della copertura sanitaria universale; mobilitare il sostegno a livello nazionale, regionale e globale tra governi e partner di sviluppo per investire, rafforzare e sostenere i programmi nazionali sul sangue.”

Sarebbe costruttivo spiegare ai bambini e agli adolescenti che tutti possiamo avere bisogno di globuli bianchi, rossi, piastrine e plasma in qualunque momento della nostra vita e per i più svariati motivi, fattore che rende l’eventualità di necessitarne poco remota. Nella disperazione di un momento cruciale che decide la nostra sorte, cioè vivere o morire, tutti sperammo di trovare supporto concreto; proprio per questo dovrebbe partire da ciascun singolo l’iniziativa di donare gratuitamente al prossimo la possibilità di sopravvivere.
Inoltre se la donazione del sangue divenisse una condotta capillarmente diffusa nella società verrebbero automaticamente azzerate alcune pratiche illegali connesse alla commercializzazione del sangue e alla relativa speculazione.
IL CNDDU invita i docenti di ogni ordine e grado a sviluppare percorsi innovativi insieme alle associazioni di settore nel corso dell’anno scolastico coinvolgendo l’intera comunità educativa, al fine di comprendere il valore civico – umano di una scelta solidale.
“Donare il sangue rappresenta il più grande atto di vita che chiunque può compiere” (Margaret Chan, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità).



Oggi ricorre un anniversario non noto ai più, ma ugualmente significativo: la nascita di Carla Voltolina (14 giugno 1921). Partigiana, psicologa nonché moglie del presidente Pertini fu una donna decisa e riservata: non apprezzava il clamore mediatico, non voleva approfittare del suo ruolo per assurgere alla fama. Coltivò i suoi studi con interesse e devozione.

Decorata con la Croce di Guerra per le missioni compiute in zone molte pericolose dell’Appennino marchigiano, laureata due volte in Scienze politiche presso l’Istituto “Cesare Alfieri” di Firenze e in Psicologia presso l’Università di Torino, giornalista, rappresentò sicuramente un autentico modello di emancipazione femminile profondamente attuale anche oggi. Quando Pertini fu candidato al Quirinale, affermò “Non ho nessuna intenzione di seguirlo al Quirinale bardata come una Madonna”. E mantenne tale promessa.

Con la cinquecento rossa chiamata simpaticamente “La Peppa” Carla e Sandro giravano per le strade di Roma. Due settimane prima di morire, volle consegnare personalmente l’auto al Museo dell’automobile di Torino, nonostante il cattivo tempo. Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani vuole omaggiare la storia e l’esempio di una simile personalità, intellettualmente indipendente ed eticamente impegnata, perché possa ispirare le nuove generazioni.
“Il mio Quirinale è una stanza di ospedale con persone che soffrono” (Carla Voltolina).