ITALIA VIVA

Dopo una lunga maratona parlamentare, è stato approvato sabato mattina il “decreto scuola”. All’interno di esso vi è una norma molto importante anche per l’ambito locale, poichè assegna poteri straordinari a sindaci e presidenti di provincia per effettuare i lavori di edilizia scolastica.

A spiegarlo è il deputato romagnolo Marco Di Maio. “Fino al 31 dicembre 2020, al fine di garantire la rapida esecuzione di interventi di edilizia scolastica i sindaci e i presidenti delle province e delle città metropolitane operano con i poteri dei commissari straordinari previsti per interventi infrastrutturali ritenuti prioritari. Sul modello, per intenderci, utilizzato per la ricostruzione del ponte di Genova“.

Ora che le scuole sono chiuse – fa notare il deputato di Italia Vivasi potranno aprire i cantieri per poter apportare tutta una serie di interventi propedeutici all’apertura del prossimo anno scolastico a settembre: dalla riorganizzazione degli spazi, alla messa in sicurezza dei nostri ragazzi, docenti e personale scolastico”.

Con l’inserimento della nostra proposta nel Decreto gli amministratori locali avranno a disposizione uno strumento in più per intervenire sulle scuole – continua – e gestire direttamente le situazioni più complicate, con poteri commissariali che consentiranno di superare i molti ostacoli burocratici che spesso rallentano la partenza dei lavori“.

Una possibile importante non solo per l’edilizia scolastica. “Vorrei sottolineare – afferma ancora il parlamentare – l’opportunità economica offerta da questa norma, perchè permetterà ai territori di sbloccare più facilmente i cantieri. Con altri provvedimenti, poi, vengono aggiunte risorse per la sistemazione delle scuole, a partire dai 331 milioni previsti dal ‘decreto rilancio‘”.

Il decreto approvato, ammette Di Maio, “non è il provvedimento che cambierà la vita della scuola italiana, come invece ci auguriamo si decida al più presto dando garanzie sulle modalità e i tempi che assicureranno la ripartenza dell’anno scolastico a settembre. Ne hanno bisogno i ragazzi, le famiglie, i docenti e il personale non docente. Tuttavia senza la sua approvazione si sarebbe messa a rischio la corretta conclusione dell’anno scolastico e il regolare svolgimento degli esami di maturità“.