Filippo Lo Giudice Ugl

Alcuni cittadini ci hanno contattato, disperati, per aver aperto un finanziamento, con rate da pagare e relativi interessi, per sostenere le cure e interventi programmati a bocca e denti presso la clinica Dentix, con sede in corso Mazzini a Forlì, ma in questi giorni chiusa e con la catena spagnola proprietaria prossima al fallimento. Abbiamo affidato l’incarico ai nostri legali e ci stiamo attivando per attivare un’azione giudiziaria con relativa richiesta di risarcimento danni”: queste le parole del responsabile dello sportello UGCons (Unione generale consumatori) della Romagna Filippo Lo Giudice.

Alcuni utenti di Dentix Forlì hanno acceso un finanziamento da alcune migliaia di euro e stanno continuando a pagare le rate senza ricevere più alcuna prestazione. Ed i cittadini temono che in caso di chiusura definitiva della clinica non vi sia più la possibilità di recuperare gli anticipi. La situazione del lockdown ha aggravato la situazione degli utenti e dal numero verde e sul sito web della società non sono stati forniti aggiornamenti certi, anche su richieste di urgenze sanitarie gravissime e a fronte di lavori odontoiatrici, molto impegnativi, già iniziati, ma mai completati.

In seguito alla mancata ripartenza, dopo la quarantena, la situazione ha messo in allarme gli utenti dei 60 studi dentistici presenti in Italia sotto il marchio del colosso spagnolo, alcuni, oltre Forlì, anche in altre città della Romagna: Ravenna, Faenza e Rimini, e dell’Emilia: Imola, Reggio Emilia, Piacenza, Carpi, e Ferrara. Secondo alcune fonti giornalistiche internazionali, Dentix Spagna avrebbe presentato in tribunale una istanza di pre-fallimento, in attesa di essere acquisita da un altro , fantomatico, gruppo estero. Ma c’è una data che dovrebbe fare chiarezza sul destino della catene di cliniche odontoiatriche: quella del 21 giugno, quando scadranno le ultime 5 settimane di cassa integrazione in deroga offerta dall’azienda al personale, e la questione riguarda anche i 400 dipendenti delle sedi italiane.

In mancanza di comunicazioni certe, i pazienti saranno costretti a rivolgersi ad altri dentisti, con il prevedibile ed inevitabile aggravio delle spese già sostenute con Dentix.
Chiediamo ai cittadini coinvolti di scrivevi alla mail sportellodelconsumatore.romagna@ugcons.it o di chiamarci al numero telefonico 0543/31014 tutti i lunedì e venerdì dalle ore 9,30 alle 12,30 ed i mercoledì dalle 15,00 alle 17,30, interverremo immediatamente con il nostro legale per attivarci a tutela dei diritti violati ai cittadini coinvolti in questa drammatica situazione nelle singole città di Forlì, Faenza, Rimini e Ravenna. Possiamo già dire che stiamo studiando e organizzando un’azione di tutela giudiziaria collettiva dei danneggiati della Dentix Italia con sede e filiali in Romagna”: conclude il responsabile dello sportello UGCons della Romagna Filippo Lo Giudice.

È oramai di rilievo nazionale il caso Dentix. Dopo il lockdown, i clienti hanno smesso di avere notizie da Dentix e non ci sono certezze sulla ripresa delle attività. Il network internazionale di studi dentistici, con 57 sedi anche in Italia, ha promesso cure odontoiatriche di alto livello e, in taluni casi, ha indotto i pazienti a sottoscrivere contratti di finanziamento, tutt’ora in corso di ammortamento. Molti cittadini del forlivese-cesenate si stanno rivolgendo ad Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari Finanziari postali e assicurativi) e alle varie associazioni dei consumatori per essere tutelati. «Sulla base delle segnalazioni già ricevute e di quelle in arrivo», conforta l’avvocato Lina Vignola delegata Adusbef per la provincia di Forlì-Cesena, «si sta approntando una difesa d’urgenza volta a costituire formalmente in mora la società inadempiente e a promuovere la risoluzione dei contratti di credito al consumo, onde evitare che i clienti continuino a onorare le rate senza ottenere in cambio alcun servizio sanitario o un servizio palesemente inadeguato rispetto agli obiettivi originari di cura». «Resta aperto il problema delle cure iniziate e non portate a termine – sottolinea Lina Vignola – di cui la società dovrà ugualmente rendere conto nelle sedi opportune». Adusbef invita a contattare la sede dell’associazione più vicina per valutare le peculiarità del caso concreto e predisporre le linee di difesa più adeguate.