Fiera di Forlì

Una lettera per ricordare chi è rimasto bloccato dalla crisi, provocata dall’emergenza sanitaria del Coronavirus, nonostante la ripresa delle attività produttive. Il sistema fieristico e tutte le aziende dell’indotto stanno, purtroppo, facendo i conti con il prolungato stop che, da fine febbraio, ha interessato le imprese, anche quelle attive al di fuori del nostro Paese. Le fiere, infatti, sono state tra i primi eventi che hanno risentito della pandemia, inizialmente solo posticipati e poi definitivamente annullati, a causa del diffondersi del virus.

Confartigianato di Forlì ha scritto ai parlamentari locali una lettera per portare all’attenzione della politica le difficoltà che stanno vivendo gli imprenditori che operano in questo comparto e nel suo indotto, allestitori, designer, montatori, elettricisti, tecnici audio e video e tutte le professionalità che gravitano attorno a questo mondo.

Come chiarisce il segretario dell’Associazione forlivese, Marco Valentile fiere sono uno strumento di notevole importanza per l’economia italiana. Ogni anno il comparto italiano coinvolge circa 200.000 espositori e 20 milioni di visitatori, generando affari per 60 miliardi di euro e dando origine al 50% delle esportazioni delle imprese che vi partecipano. Le fiere creano, al contempo, un indotto enorme sia per il comparto turistico sia per l’intera filiera. Quest’ultima soprattutto è in grosse difficoltà; non si intravvede, nel breve periodo, una riapertura che consenta a queste imprese di riprendere anche parzialmente l’attività”.
Obiettivo della missiva è quello di mantenere alta l’attenzione su queste realtà, per evitare che lo stop temporaneo divenga una chiusura definitiva per gli operatori.