nuovo centro commerciale

In merito al progetto urbanistico di cui si discute in questi giorni, arriva il commento dei DEM in Consiglio comunale. “Leggendo la proposta del vicesindaco – spiegano – ci è parsa evidente la non compatibilità con il contesto attuale e del territorio; non si comprende dove sia l’interesse pubblico“.

Si tratta – continuano – di un progetto tutto interno alla nuova Amministrazione – depositato ai primi di marzo – che stralcia quasi 3,500 mq di comparto produttivo in favore di una mega struttura a destinazione commerciale alimentare e di un ipotetico nuovo cinema multi-sala tra la via Bernale e la via Bertini; è immediato comprenderne gli effetti negativi: depauperamento del centro storico e delle realtà commerciali già insistenti nell’area“.

Quanto al traffico, ci pare incomprensibile che l’Amministrazione, dopo gli effetti positivi del sistema tangenziale, voglia intasare ulteriormente l’area di Coriano che vive più di altri lo smog veicolare, l’inquinamento acustico e i ben noti altri problemi ambientaliCi domandiamo – concludono – perché il vicesindaco non si sia confrontato con nessuno – commercianti e cittadini – e invitiamo l’amministrazione a fare proprio un diverso modello di sviluppo della città fondato su investimenti di riqualificazione urbana ed efficientamento dell’esistente, per non creare future cattedrali nel deserto“.

In queste settimane abbiamo più volte sottolineato l’importanza che il post Covid non si concretizzi in una rilancio “pur che sia”, concentrato su obiettivi puramente economico-quantitativi, ma che si avvii un processo di ripresa sostenibile nel quale il sostegno allo sviluppo proceda di pari passo con l’attenzione agli impatti sull’ambiente, sui beni comuni, sulla sostenibilità del territorio” aggiunge Federico Morgagni di Forlì&Co.

La risposta della maggioranza – continua – è sotto gli occhi di tutti: la variante urbanistica sulla nuova area commerciale di Coriano, che darà via libera a un nuovo grande supermercato e altri spazi commerciali a breve distanza dall’Iper di via Punta di Ferro. Nel momento in cui le piccole attività e i negozi di vicinato e prossimità (soprattutto del centro storico) sono già alle prese con una durissima crisi, la scelta prospettata rischia di dar loro il colpo di grazia, peraltro nel nome di un rilancio delle strutture di grandi dimensioni, che appare oggi quantomeno anacronistico. Si aggiunga che l’intervento proposto determinerebbe una potente espansione del trasporto privato, andando a caricare un asse viario, già molto trafficato, di ulteriori problemi di congestione e inquinamento”.

Tra le ragioni di contrarietà – precisa Morgagni – non va poi dimenticata la questione dell’occupazione. Nei mesi scorsi abbiamo visto ripetute crisi aziendali di supermercati cittadini; è evidente che esiste una saturazione dell’offerta, provocata da una eccessiva presenza di insediamenti distributivi sul territorio che ne pone a repentaglio i margini di sostenibilità. Ciò dovrebbe essere attentamente considerato prima di avallare nuove aperture, ma non ci risulta che la variante sia stata accompagnata da una adeguata riflessione su questo problema e, men che meno, da un confronto con le parti sociali. Preoccupante appare infine la teoria enunciata dal vicesindaco, che giustifica gli effetti negativi connessi all’adozione della variante con la compensazione derivante dai connessi oneri di urbanizzazione. A nostra avviso si tratta di affermazioni gravi: una variante urbanistica non può essere oggetto di mercanteggiamento fra ente pubblico e privati a discapito dell’interesse pubblico e della tutela dei beni comuni e della qualità della vita della nostra comunità“.

Chiediamo quindi che la variante proposta sia immediatamente ritirata. In caso contrario, il nostro voto sarà senza ombra di dubbio negativo. Chiediamo inoltre che si apra una riflessione seria e approfondita sul futuro della città, e che l’Amministrazione chiarisca se intende fare la propria parte in direzione di una maggiore equità e sostenibilità della crescita, o se ritiene che l’unica responsabilità dell’Ente locale sia di dare campo agli “animal spirits” del mercato, rinunciando a svolgere funzioni di indirizzo di uno sviluppo locale ispirato al bene comune” conclude Federico Morgagni, capogruppo Forlì e Co.