Massa: «Il sindaco deve chiarire con precisione la vicenda dello Zangheri»

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Abbiamo richiesto la convocazione del Consiglio di oggi per una necessità di maggiore comprensione e trasparenza riguardo alle vicende della Zangheri al fine di capire fin dal suo inizio, tutto quello che è accaduto all’interno della struttura, senza alcuna volontà di cercare colpevoli, ma per fare chiarezza su una situazione che ha avuto troppi lati oscuri e poca informazione al riguardo a partire dalle scarse informazioni e aggiornamenti da parte dell’Amministrazione nei nostri confronti. A questo proposito, vorrei ricordare che in altri Comuni a noi limitrofi, come ad esempio Meldola, il sindaco quotidianamente ha aggiornato i cittadini sulle condizioni e sul numero dei contagi, aggiornando anche in merito alle condizioni sanitarie degli ospiti delle Case di Riposo” è il commento di Elisa Massa consigliera comunale del PD.

Sarà la Procura che ha formalmente aperto un fascicolo ad accertare eventuali responsabilità. Il compito che spetta ad una forza di opposizione è quella di porre in evidenza le scelte politiche assunte o non assunte in merito a questa vicenda.
Nella commissione Consiliare del 27 aprile, sono state riportate le informazioni fornite dal direttore della Casa di Riposo “ Pietro Zangheri”, che non lasciano dubbi sul fatto che la situazione è stata gestita al meglio delle disponibilità possibili. Il vulnus di tutta questa drammatica vicenda, che ha visto, fino ad ora, il decesso di 11 ospiti, ritengo si possa individuare nella richiesta da parte della direzione dello Zangheri e del medico competente al Sindaco Zattini e al direttore del Distretto Socio Sanitario, presentata il 19 marzo, dopo appena due giorni dalla comunicazione di positività di un dipendente, di effettuare i tamponi a tutti i dipendenti e a tutti gli ospiti della struttura a cui purtroppo non è stato dato alcun seguito. Allora mi chiedo perché il Sindaco non si è fatto portavoce di questa richiesta tanto necessaria quanto importante nei confronti dell’Asl?” è la domanda che rivolge a Zattini la consigliera Dem.

Nonostante tre giorni dopo – continua Massa – il 22 marzo, fossero state riscontrate 2 positività al tampone, si è aspettato erroneamente, fino al 30 marzo per dare seguito alla richiesta di effettuare il tampone in modo generalizzato a tutti (operatori ed ospiti).
E solo da quel momento si evidenzia, col riscontro dei primi 75 casi positivi e di 27 operatori, la drammaticità della vicenda. Ciò che è avvenuto successivamente è stato descritto dai vertici del distretto socio sanitario e dell’Igiene pubblica nell’insieme di provvedimenti adottati tanto necessari quanto tardivi ovvero il supporto clinico e la formazione del personale, la costituzione di una equipe covid, con la rincorsa disperata e tardiva a separare le zone covid-19 da quelle non covid e a reperire personale sanitario in grado di sostituire il personale risultato positivo, in quarantena. In taluni casi le sostituzioni sono avvenute anche con personale non qualificato, con evidente rischio per sia il personale stesso che per gli ospiti. A tutto questo si è aggiunta una mancanza di informazioni così come evidenziato anche dalle organizzazioni sindacali“.

La vicenda ha messo sicuramente in evidenza forti criticità gestionali, sottodimensionamento dell’organico, obbligato spesso a turni di lavoro stressanti. Ed assistiamo poi, come una beffa, alla recente pubblicazione da parte dello Zangheri solo cinque giorni fa, di un avviso pubblico per l’assunzione di ben 18 infermieri con contratto triennale, a testimoniare una ovvia carenza di personale pre emergenza covid. Ricordo infine che il primo cittadino, in qualità di autorità sanitaria e rappresentante della comunità locale ha la facoltà di emanare provvedimenti particolari al verificarsi di situazioni gravi che interessano l’igiene e la sanità pubblica, o la sicurezza, potere utilizzabile solo in presenza di determinati requisiti: straordinarietà e urgenza, di cui putroppo l’emergenza, si è rivelata averne le caratteristiche. Siamo certi che la scelta di non emanare un’ordinanza da parte del sindaco Zattini in accordo con prefetto e Ausl per motivi di igiene e sanità pubblica, trasferendo all’Azienda Usl della Romagna la gestione e il coordinamento dei servizi assistenziali e del personale sanitario e socio-sanitario – in maniera straordinaria e temporanea – della struttura della “Zangheri”, fino al ripristino delle condizioni di sicurezza sia stata la scelta giusta? Dunque mi domando se sia stato fatto tutto il possibile sia in funzione preventiva del contagio, sia per evitare e limitare drammi e tragedie delle famiglie che in molti casi hanno perduto i propri cari in una poco accettabile carenza di informazione. Io credo proprio di no” conclude Elisa Massa.