Le tre grandi riforme del ’70

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Il 1970 non fu solo l’anno di Italia-Germania 4-3 (ricorre a giugno), ancora indelebile nella memoria di chi la visse attraverso la tv in bianco e nero: per l’Italia fu una stagione indimenticabile di riforme. Governava il paese un centro-sinistra nella fase calante: Rumor, Colombo presidenti democristiani del Consiglio. E però essi lessero e interpretarono la società italiana.

Lo fecero a maggio, con lo statuto dei lavoratori (una grande battaglia del socialista Brodolini, con il giovane professore Gino Giugni architetto dell’impianto normativo) e con la legge sul referendum abrogativo, con la quale si dava effettività ad una norma costituzionale. Lo rifecero in dicembre, con la legge sul divorzio, la Fortuna-Baslini, radical-socialista e liberale, che assicurava un altro diritto basilare a cittadine e cittadini. Diritti collettivi, diritti individuali, esercizio della sovranità popolare. Di questo si parlava nelle aule parlamentari nel 1970. Chapeau! E ora?

Roberto Balzani