naima club forlì

«Le ultime ruote del carro, come vengono definiti i lavoratori dello spettacolo nella cronologia della ripartenza nella vita delle nostre città, stante le ultime ordinanze del Governo, possono essere messe in moto, vogliono mettersi in moto. Mi riferisco in special modo a tutta quella moltitudine di musicisti, cantanti, gruppi musicali di vario genere, quella realtà cittadina che io conosco meglio, professionisti o semiprofessionisti: 20 gruppi Jazz, 10 gruppi Blues, oltre 100 gruppi Rock-Pop-Etno-Folk, 5 gruppi che fanno Musical e 5 gruppi che fanno Gospel, 10 scuole private di Musica, 10 studi di registrazione. Non esiste in Italia una ricchezza musicale come quella forlivese, se riferita ad una cittadina di appena 120 mila abitanti!

Gente che si arrabatta suonando nei vari live club molto diffusi a Forlì e in tutta la Romagna, insegnando nelle scuole private, lavorando negli studi di registrazione per produrre basi musicali, arrangiamenti o jingle pubblicitari, e che ora si trova in una tremenda difficoltà. Ecco allora la proposta del MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti), dell’Ass. Marco Polo e di Naima Foundation: portare la musica a domicilio, nei cortili dei condomini, nei giardini delle case padronali, secondo le norme di sicurezza igienico-sanitarie previste, e si potrebbe fare dove sono presenti più balconi, terrazzini, in modo che le persone possano godere di un momento comune. In pratica, musica su richiesta, magari insieme alle consegne del cibo a domicilio. Sarà coinvolto anche qualche ristorante cittadino interessato al progetto.

Il rimborso spese per le band dovrebbe venir fuori da eventuali contributi da parte del Comune, della Fondazione, e di sponsor privati “illuminati”; i condomini potrebbero partecipare solo offrendo qualche bevanda ai musicisti e… la loro passione. Abbiamo chiesto un incontro con tutti i suddetti soggetti che potrebbero essere coinvolti in questo progetto, ma un appello forte e chiaro lo faremo anche nei confronti della SIAE di Forlì, la quale forse unica nel panorama italiano, continua a far pagare alle rappresentazioni di jazz, anche nei piccoli locali, tariffe tre volte maggiori di quelle pagate per le performances di musica leggera o addirittura di karaoke.

Se il progetto andrà in porto, a breve pubblicheremo anche i nomi di tutte le band coinvolte per agevolare la scelta a seconda dei gusti musicali degli spettatori dei nostri balconi e terrazzi. Insomma, noi crediamo che questo primo progetto, dopo mesi di silenzio, possa essere un preciso segnale della rinascita anche della vita musicale nella nostra città.
Naturalmente questa iniziativa si inquadra nel progetto nazionale più generale di aiuto a tutto il settore musicale e culturale con bonus a fondo perduto, cassa integrazione, sgravi fiscale per tutto il 2020 e possibilità per festival e artisti di accedere a fondi di sostegno.
Un altro forte segnale potrebbe essere una non stop, dalle 12,00 alle 24,00 il 21 giugno, Festa Internazionale della Musica, in piazza Saffi, dove sarebbe facile poter mantenere le distanze di sicurezza, con tutti i gruppi musicali disponibili, con una band di 5 elementi sul palco della piazza e tutti i cantanti e le cantantesse che farebbero le loro performances dai balconi del palazzo comunale, della Camera di Commercio, di Eataly. Ma questa è un’altra storia».

Michele Minisci