Forlì, Viale Della Libertà del 1949

Il ritorno ad un simulacro di normalità mi ha spinto a riprendere contatto con la città, la sera. E mi sono reso conto di un’innovazione dei tempi recenti, alla quale non avevo ancora badato: l’illuminazione del viale della Libertà. Una scelta moderna, giustamente a led, che conferma la precedente (“moderna” di molti anni fa, con terribili intrusioni sui pali storici segati), ma che continua a rendere non percepibile il senso di una strada quasi intonsa, un prezioso condensato di edifici eclettici, razionalisti, enfatici, costruiti durante il periodo fascista. Con il disegno rimasto ancora coerente.

Per valorizzare questo asse urbanistico, ai cui vertici stanno due monumenti (la stazione e la colonna alla Vittoria), sarebbe stata operazione culturalmente interessante, dal momento che ci si mettevano le mani, riproporre (o rileggere) l’illuminazione d’antan, della quale sappiamo tutto, o immaginarne una del tutto originale per porre in risalto il contesto. Parliamo sempre di valorizzare l’architettura “razionalista”, più correttamente del Ventennio, della città. Perché non farlo, quando se ne presenta l’occasione?

Roberto Balzani

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.