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Nessun decesso e nessun caso positivo al coronavirus nel Forlivese. È questo il dato trasmesso dal bollettino provinciale della Prefettura. Nel Cesenate si è registrato un decesso che è il 190° a Forlì-Cesena. Sempre nel Cesenate c’è da registrare un unico nuovo positivo. Le guarigioni sono state 17. Le vittime da covid-19 sono state finora 109 nel Forlivese, 81 nel Cesenate.

Non ci sono posti letto occupati nei reparti di Terapia Intensiva negli ospedali Morgagni-Pierantoni e del Bufalini. Il numero dei casi (voce comprensiva di guariti, deceduti e positivi) sale a 1.727 (945 relativi al Forlivese, 782 al Cesenate). Diminuisce a 54 (-3), il numero dei pazienti ricoverati con sintomi (20 nel Forlivese e 34 nel Cesenate).

A Forlì i casi sono 110. Questi i dati degli altri Comuni dell’Unione dei Comuni che comprendono anche i numeri dei guariti. A Meldola 10 (4 ricoverati e 6 in isolamento), Forlimpopoli 10, Rocca San Casciano 5 (in isolamento), Bertinoro 4, Predappio 3, Dovadola 1, Castrocaro 1, Tredozio 1. Nessun caso a Modigliana, Galeata, Premilcuore, Civitella, Portico e Santa Sofia.

Questa sera – annuncia il sindaco di Meldola Roberto Cavalluccieccomi con un breve aggiornamento sull’evolversi della situazione legata al covid sul nostro territorio ed anche un pensiero verso le persone che vivono nelle strutture protette ed ai loro famigliari. Purtroppo nella giornata di ieri è venuta a mancare una nostra anziana di anni 80; era un’ospite della Casa di Riposo Drudi da alcune settimane ricoverata in ospedale. E’ sempre difficile in questi momenti essere di conforto ma mi voglio unire al dolore delle persone che gli volevano bene porgendo a loro le mie più sentite condoglianze. A Meldola non sono stati rilevati nuovi casi di positività al coronavirus ed altri 2 nostri concittadini sono clinicamente guariti, facendo salire a 68 il numero complessivo dei meldolesi che hanno superato questa malattia. Il numero totale dei positivi è sceso ancora ed è attualmente pari a 10, di cui 4 ricoverati in ospedale e 6 in isolamento presso il proprio domicilio. Come sempre esprimo vicinanza a tutte le persone ammalate che combattono ancora contro la malattia.
Questa sera vorrei rivolgere un pensiero a tutti i nostri anziani della Drudi, ai centri protetti ed alle famiglie che non vedono i propri cari da oltre tre mesi, che non li abbracciano, che avvertono un vuoto non colmabile attraverso la tecnologia o le video chiamate. Ci sono anziani e ragazzi che rischiano di sentirsi soli ed abbandonati nonostante la vicinanza di operatori socio sanitari che hanno rischiato la vita e che non mi stancherò mai di ringraziare.
Ricevo da tanti in questi giorni la domanda di tornare ad una normalità per rivedere il proprio caro. Penso che occorra ancora un po’ di pazienza per non vanificare gli sforzi compiuti perchè ho visto da vicino il dramma della malattia e ho la consapevolezza che le RSA ed i centri protetti sono i luoghi più difficili da difendere dal virus.
Mi auguro però che ci siano presto indicazioni da seguire per poter rivedere in sicurezza, di persona e non attraverso un tablet o un telefonino, la propria mamma, il proprio babbo, figlio, fratello, zio. L’isolamento a cui il virus ci ha costretto ha indebolito gli anziani delle RSA e i ragazzi dei centri protetti rendendo al contempo insostenibile anche ai famigliari questa situazione. Insieme all’Assessore ai Servizi Sociali Jennifer Ruffilli ed al presidente del Cda dell’Istituzione Drudi Massimo Castellucci tante volte ci siamo interrogati sulla situazione di difficoltà degli ospiti ma anche di quella dei famigliari in questo periodo.
Voglio immaginare e sperare che in un prossimo e vicino futuro, seppur con tutta la cautela e tutte le possibili azioni di tutela verso le persone più fragili si riuscirà a restituire a tutti gli ospiti delle strutture la possibilità di scambiarsi un gesto di affetto, un sorriso, uno sguardo, un saluto”.