Casa di Riposo Zangheri

In merito al Consiglio comunale straordinario che si è tenuto ieri era doveroso nei confronti dei cittadini e delle famiglie convocare un Consiglio comunale in cui potessero trovare risposte ed informazioni, in piena trasparenza, rispetto ad una vicenda che rischiava di passare alla sola cronaca della stampa” afferma il Gruppo del Partito Democratico.

Dispiace che il sindaco e le forze di maggioranza abbiano preferito contestare l’utilità e il bisogno di un confronto pubblico, anziché profittarne per analizzare le criticità, e farne tesoro per i prossimi tempi in cui si dovrà convivere con il covid-19” proseguono i Dem.
Abbiamo molte perplessità su quanto afferma il Sindaco e cioè che tutto ciò che poteva essere fatto sia stato fatto, quando altre strutture socio-sanitarie del nostro Comune, adottando protocolli stringenti, hanno evitato tutto questoNon vogliamo dare lezioni ex post, o attribuire responsabilità che spettano alle autorità competenti, ma crediamo che quanto è accaduto implichi la necessaria adozione di correttivi, partendo da un coinvolgimento informato e stringente con gli ospiti, le loro famiglie e l’Ausl; per questo continueremo a monitorare la situazione e a sollecitare l’amministrazione in tal senso” concludono.

Ieri si è svolta la seduta straordinaria del Consiglio comunale – aggiunge il Gruppo consiliare Forlì & Coche avevamo richiesto, insieme ai colleghi del PD, per una trattazione degli effetti provocati dall’epidemia da covid-19 nelle RSA e strutture protette del nostro territorio. Abbiamo ritenuto fosse indispensabile convocare questa assise dal momento che, seppure il forlivese sembra essere stato investito dall’epidemia in maniera meno dirompente rispetto ad altri territori, nondimeno si sono registrati nelle RSA e strutture per anziani centinaia di contagi e, purtroppo, numerosi decessi. L’impatto di queste vicende si è drammaticamente ripercosso sulla nostra comunità, interessando migliaia di familiari di dipendenti e ospiti di tali strutture e tutta l’opinione pubblica, che ha seguito dalle colonne dei giornali l’evolversi della situazione con comprensibile ansia e preoccupazione”.

Eppure, se fosse stato per la maggioranza – continua – a queste vicende sarebbe stato dedicato appena lo spazio dei tre minuti di Question time del Consiglio comunale del 6 aprile, con le frettolose risposte fornite dall’Assessora Tassinari, mentre il Sindaco, dal canto suo, si è addirittura ripetutamente sottratto alle richieste dei gruppi di minoranza di svolgere un incontro, almeno a titolo informativo, su una emergenza tanto dirompente. A nostro avviso invece approfondire i fatti era doveroso e andava fatto all’insegna di quella chiarezza e trasparenza che i cittadini e questa vicenda meritano. Non per fare delle strumentalizzazioni politiche su argomenti tanto delicati e nemmeno per andare alla ricerca di colpevoli o fare processi sommari, ma perché è purtroppo evidente come l’esperienza del virus abbia rappresentato un duro banco di prova per il sistema delle RSA e delle strutture protette. Dopo i contagi e i morti, il rischio tangibile è quello della delegittimazione di un sistema che fino ad oggi è stato riconosciuto come di elevato livello, di una crescente sfiducia dei cittadini, perfino del dilagare del timore ad avvalersi in futuro di un servizio tanto necessario”.

A nostro avviso – prosegue la nota – l’unico modo per evitare che ciò avvenga è procedere con la massima trasparenza e con la minor sommarietà: riepilogare lo svolgimento dei fatti, le risposte che il sistema ha messo in atto, le correzioni apportate “sul campo”, le esperienze e le lezioni apprese (spesso a caro prezzo). In sostanza un’attività di monitoraggio e proposta da cui far emergere non i colpevoli, ma la capacità del sistema di rivedere le scelte fatte, imparare dagli errori e farsi trovare pronto per il futuro, nel quale purtroppo non è da escludere un ritorno del virus. Invece di raccogliere la nostra proposta la maggioranza ha imboccato la solita e comoda strada del buttarla in politica e di trasformare tutta la questione in uno scontro di parte. Abbiamo quindi sentito il Sindaco dire che a Forlì tutto ha funzionato benissimo, e che eventuali errori sarebbero da attribuire a tutti gli altri livelli istituzionali, purché amministrati da maggioranze di colore diverso. Quanto alle forze di maggioranza, non è stato possibile ravvisare negli interventi dei loro esponenti il minimo segnale di interesse per le nostre parole o di condivisione dei nostri timori, ma solo una serie di frasi piene di un’arroganza e prosopopea del tutto fuori luogo vista la situazione e l’argomento, con ragionamenti all’insegna dell’auto-celebrazione, dello scarico di ogni responsabilità e del rifiuto di ammettere la minima criticità. Il tutto condito da un evidente fastidio per la discussione in sé, per non parlare del secco rifiuto ad ascoltare proposte o suggerimenti“.

Ma che piaccia o meno al Sindaco Zattini e alla maggioranza, i problemi sul terreno rimangono e gli ospiti delle RSA e i loro familiari aspettano di capire come si intenda muoversi per il futuro, mentre gli operatori attendono che oltre alle doverose parole di apprezzamento per il loro generoso impegno, arrivino chiare rassicurazioni sul fatto che si sta facendo tutto il possibile per farli lavorare in condizioni di sicurezza. Del resto, se è pur vero che alcuni interventi di miglioramento del sistema delle strutture per anziani di fronte a emergenze di natura epidemica sembrano ormai condivisi e suggeriti da più parti – pensiamo ad esempio alla nomina di direttori sanitari, almeno dentro le strutture di maggiori dimensioni, alla stesura di piani di emergenza più puntuali e dettagliati, allo stoccaggio preventivo di quantità adeguate di Dispositivi di protezione individuale, alla formazione del personale sull’utilizzo di questi dispositivi, all’immediata chiusura degli accessi nelle strutture- molto lavoro è necessario per trasformare queste generiche indicazioni in standard adatti alle singole strutture. In una situazione nella quale purtroppo non è escluso il ritorno di nuove ondate epidemiche la maggioranza, negandoci una sede per lavorare al miglioramento delle strutture per fronteggiare tali minacce, si è assunta una grande responsabilità di cui dovrà rendere conto ai cittadini” conclude il Gruppo consiliare Forlì e Co.