Casa di Riposo Zangheri

Il quadro chiaro e lineare esposto dai vertici della Casa di Riposo trova conferma nella relazione puntuale del sindaco, su come si è dovuta affrontare una situazione eccezionale di emergenza sanitaria all’interno della struttura a cui nessuno era preparato. Ciò è dimostrato da quello che è successo a livello nazionale in tutte le strutture di questo tipo. Invece di allargare lo sguardo sulla situazione dell’intero Paese, si è preferito polemizzare inutilmente, in maniera sterile, senza fornire alcun dato oggettivo su presunte carenze nell’operato dell’Amministrazione comunale” è il commento di Elio Dogheria capogruppo lista civica Forlì Cambia.

Nell’intervento nella seduta consiliare di ieri – continua – questa poteva rappresentare l’occasione per un dibattito virtuoso sul welfare cittadino, interrogandosi sull’importante valore per la nostra comunità della Casa di Riposo Zangheri, perché sia pensata una sua riorganizzazione a livello di gestione e di governance, per renderla più aderente ai tempi correnti. La politica non deve alimentare sterili polemiche, mettersi alla ricerca di colpevoli, rispetto ad istituzioni che rappresentano un valore aggiunto per la nostra comunità, al mero fine di cercare una visibilità ed un riscontro sui social e sui mezzi di comunicazione. Le strutture come la Zangheri sono nate da libere iniziative di cittadini, rivestono un grande valore sociale, di cui dobbiamo andare orgogliosi. Questo ci deve spingere a ricercare un miglioramento del loro funzionamento, per il bene della collettività. I fatti successi, da inquadrare nel loro reale contesto di emergenza sanitaria imprevista ed imprevedibile, non devono costituire il pretesto per inutili polemiche, che servono solo a favorire il distacco dei cittadini dalle istituzioni“.

Si è trattato, a ben vedere, di un’occasione persa – precisa Dogheria – vista l’assoluta mancanza di atteggiamento propositivo e di collaborazione, nell’interesse generale, da parte dell’opposizione, che si è arroccata nella posizione di rendita assai agevole di colui che critica a posteriori, dopo che nulla ha fatto per arginare una delle emergenze sanitarie più devastanti della storia repubblicana. Occorre interrogarsi seriamente sul tema dell’assistenza agli anziani. In primis pensare se sia giunto il momento di compiere quel passaggio da tempo auspicato dagli organi sociali della Zangheri, per uscire dal regime delle ASP e farla divenire una fondazione di partecipazione, togliendola dallo stringente controllo della Regione e dal regime pubblicistico. Immaginare, dunque, una fondazione di partecipazione, in cui estendere la platea dei soggetti istituzionali pubblici e privati del territorio che ne fanno parte, rendendo la gestione più trasparente e meno autoreferenziale“.

Ampliare il modello dell’assistenza domiciliare. Bisogna chiedersi, al riguardo, se sia ancora adeguato il modello di una struttura come la Zangheri, in cui vi è la concentrazione di oltre 300 ospiti, di cui più della metà autosufficienti. Ampliare il concetto della distribuzione territoriale delle strutture di assistenza. Pensare a strutture più piccole, che rispondano alle esigenze delle singole comunità di riferimento. Questi erano i temi su cui una rappresentanza politica attenta si sarebbe dovuta interrogare. È apparso evidente a tutti che a fronte di tali sfide, l’opposizione ha perso una grande occasione per “volare alto” rifugiandosi, per converso, in polemiche di scarso cabotaggio” conclude Elio Dogheria.