Unione di Comuni. Morgagni: «La maggioranza è allergica al confronto ma i problemi intanto rimangono»

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La seduta del Consiglio comunale di lunedì passerà alla storia per essersi svolta in uno dei momenti più drammatici che il nostro territorio ricordi, nel bel mezzo di una grave emergenza sanitaria e nell’incombenza di una crisi economica e sociale che già si sta manifestando e che nelle prossime settimane andrà purtroppo aggravandosi.
E tuttavia, di questa emergenza, che ovviamente è al centro dei pensieri di tutti i cittadini, si è parlato solo nei ritagli di tempo ed esclusivamente in risposta ai numerosi Question time presentati dall’opposizione” commenta Federico Morgagni, capogruppo “Forlì e Co”.

Al contrario il dibattito è ruotato, per ore e ore, attorno alla richiesta da parte della maggioranza di un voto per la fuoriuscita del Comune di Forlì dall’Unione dei Comuni, una questione che è veramente impossibile ritenere prioritaria in queste ore drammatiche.
Per di più la discussione non si è sviluppata su di una proposta organica, costruita attraverso un confronto sviluppatosi nel corso dei mesi fra le forze politiche e le articolazioni della società (rappresentanze economiche, parti sociali, Comuni, Regione); al contrario sul tavolo è arrivata solo la delibera di recesso senza alcun piano per il dopo. Addirittura, in una bizzarra inversione dei ruoli, da quelle forze di destra che hanno annunciato oltre un anno fa la propria volontà di abbandonare l’Unione e in tutti questi mesi non sono riuscite a costruire nessuna proposta alternativa, si è sentito affermare che sarebbe stato dovere dell’opposizione -mai coinvolta in nessun confronto- progettare la soluzione per il dopo. Ma non c’è da stupirsi. Da che si è insediata, l’Amministrazione Zattini ha fatto un gran parlare di cambiamento, ma nei fatti non è riuscita a formulare proposte organiche su pressoché nessuna questione, ripiegando sulla comoda strada di atti simbolici (ieri la fuoriuscita, poi rientrata precipitosamente, dall’ANCI oggi dall’Unione) adatti alla propaganda ma non al Governo, dato che governare significa avere una visione e una progettualità” continua il consigliere.

E pensare che discutendo dell’Unione dei Comuni si sarebbe potuto entrare nel merito di numerose questioni fondamentali per il futuro del nostro territorio e di grande interesse per i suoi cittadini, che invece sono state pressoché ignorate da quasi tutti gli interventi. Solo per citarne alcune come la modalità di governance e assetto istituzionale del territorio, in particolare tenendo conto che nei prossimi mesi, per salvare il nostro sistema economico e produttivo e difendere la coesione sociale, sarà necessario costruire un grande piano per la ripresa, di portata senza precedenti, che coinvolga una molteplicità di attori a tutti i livelli e faccia perno su robusti investimenti pubblici. La garanzia per tutti i cittadini del riequilibrio territoriale e della parità di accesso a servizi di qualità. Questa era già in precedenza la sfida fondamentale, per evitare l’accentuarsi di dualismi fra aree forti e deboli e tutelare anche le zone più periferiche da fenomeni di spopolamento o senilizzazione della popolazione. Dopo il virus sarà ancora più importante operare in questa direzione viste le necessità di ripensamento e potenziamento della rete di servizi sociali e sanitari anche sulla base delle lezioni apprese dall’epidemia. La riorganizzazione dei servizi e riassegnazione del personale attualmente in forza all’Unione dei Comuni allo scopo di valorizzarne impegno, competenze e professionalità” precisa Federico Morgagni.

Per queste ragioni, abbiamo proposto a tutte le forze politiche di rinviare il voto, costituendo un gruppo di lavoro che affrontasse tutte le questioni sul terreno, di modo da evitare salti nel vuoto e costruire una proposta seria e coerente per il nostro territorio.
Ci siamo però scontrati con l’ostinazione della maggioranza a chiudere sbrigativamente la questione evitando ogni ulteriore approfondimento. Ma Unione o no, nessuna bacchetta magica farà sparire i problemi che sono sul tavolo e ciò che oggi si elude domani presenterà il conto. A pagare saranno i cittadini, in primo luogo quelli più fragili” conclude Federico Morgagni capogruppo di Forlì e Co.