daniele-vabonesi-segretario-Partito-Democratico

Senza intenti polemici ma con grande rammarico e stupore, in un momento di emergenza nazionale che non risparmia nessuno, registriamo nostro malgrado che la Giunta Zattini ritenga prioritario mantenere vecchie promesse elettorali. La scelta del Sindaco di Forlì di uscire dall’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese ci vede contrari nel merito e nel metodo, quest’ultimo reso ancor più odioso dalla volontà opportunistica di forzare e accelerare un voto tanto rilevante, in un contesto di generalizzata impossibilità a confrontarsi con la necessaria serietà e responsabilità istituzionale e politica”, dichiara Daniele Valbonesi, nella duplice veste di Segretario territoriale PD e Sindaco di Santa Sofia, socio dell’Unione.

Nel pieno dell’emergenza Covid-19 assumere questa decisione, senza che la città capoluogo e capofila, gli altri Comuni, gli attori del territorio, possano discuterne è molto grave e umiliante, per il Comune di Forlì in primis – continua il Segretario PD -. Se, come immaginiamo, l’obiezione della Giunta forlivese riguardi la scadenza del mese di Aprile, ci chiediamo se non si potesse verificare, in seno all’Unione stessa, la possibilità di una proroga sensatamente dettata dalle ragioni di necessità che questa crisi sociale ed economica ha prodotto. Si ha infatti l’impressione che non si voglia consentire una reale valutazione di come questa Unione possa essere ripensata, per conseguire efficacemente gli obiettivi che il progetto originario le ha assegnato e che almeno in parte, in questi sei anni, ha realizzato. Ben inteso, non si negano i problemi né il bisogno di riconsiderare l’organizzazione dell’Ente, le modalità di gestione di servizi e costi, l’impiego delle risorse umane. Si contesta invece la determinazione con cui il Comune capofila rifiuta di analizzare un progetto che è stata un’idea lungimirante di condivisione e solidarietà tra Enti. Per loro natura, per produrre effetti rilevanti, i servizi in capo all’Unione devono svolgersi in contesti medio-ampi, di rete, su un orizzonte temporale significativo che consenta di misurarne gli impatti, realizzando economie di scala e, contemperando i principi di solidarietà e sussidiarietà, promuovendo pari opportunità di trattamento di cittadini e imprese, nei diversi comuni soci”.

Conclude Valbonesi “Al sindaco Zattini chiediamo: in questo momento di difficoltà di tutti i Comuni e i cittadini e le imprese forlivesi, è necessaria una forzatura istituzionale, politica, relazionale di questo tipo? In una situazione come quella che stiamo vivendo, non sarebbe più utile per tutti se si lavorasse tutti insieme per prorogare i termini di questa decisione e lanciare un dibattito politico largo e aperto sulle ragioni della scelta di restare o uscire e sul futuro dell’Unione stessa?

A condividere la dichiarazione del Segretario territoriale PD è anche il Gruppo Consiliare di Forlì che lunedì 6 aprile sarà chiamato ad esprimere il proprio voto in merito alla delibera di recesso dall’Unione dell’ente capoluogo: “Questo è il momento in cui la politica non può stare in silenzio. Lanciamo pertanto un appello a tutti i Sindaci del comprensorio affinché facciano sentire la propria voce di amministratori rispetto a questa scelta scellerata del Sindaco Zattini, soprattutto in questa fase di emergenza dove diventa ancora più necessario, a nostro avviso, garantire la massima unità e, soprattutto, che non ci siano cittadini di serie A o di serie B“.