Marco Manuzzi: «E-Bike, il futuro è adesso»

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Intervista a Marco Manuzzi responsabile prodotto di OLI e-Bike Systems.
Come è cominciata questa avventura?
«Un po’ per amore (mia moglie nel 2007 aveva necessità dato le sue condizioni, era incinta del mio secondo figlio, di avere un mezzo agile, pratico e sicuro) e un po’ per caso, e soprattutto dall’idea che mi è venuta subito dopo aver provato la mia prima e-bike acquistata appunto per mia moglie che è stata: e se montassi un motore elettrico alla mia mtb che non uso più per problemi di poco allenamento? Dopo due anni la mia prima piccola azienda Alcedo Italia era la più famosa ditta in Italia che si occupava di rendere elettriche le mtb tradizionali (in quegli anni non c’erano e-mtb commerciali sul mercato oggi penso vi siano oltre 1000 modelli) posso dire di essere stato uno fra i primi al mondo a produrre emtb».

Perché un e-bike è ideale a sopperire alle difficoltà di coloro che non sono abitualmente degli sportivi o che hanno una età avanzata?
«L’e-bike mantiene la semplicità della bicicletta tradizionale ma elimina o diminuisce, anche di molto, la fatica».

Tecnologia e mobilità del futuro, in questo caso un binomio perfetto?
«Penso proprio e soprattutto spero di sì, nel 2009 coniai un mio motto personale: bici elettriche se le provi ti innamori! Se ci pensiamo una e-bike non è altro che un mezzo di trasporto vecchio più di cento di anni (la prima bici si dice sia nata nel 1885) a cui è stato aggiunto un apparato elettrico/elettronico di nuova concezione, e questo ci permette di percorrere anche distanze importanti, fino a 30/40Km per tratta sono possibili con un mezzo leggero, dinamico e che tiene soprattutto poco spazio, le auto elettriche sono molto utili a livello di inquinamento, ma fino a che non le faranno più piccole non si risolve il problema del traffico, con le e-bike lo si ”strarisolve”».

L’e-bike in versione da lavoro con tanto di carico davanti per il trasporto che so dei giornali nei bar, della spesa settimanale, di frutta e verdura negli hotel potrà diventare un mezzo ecologico commerciale alternativo?
«Ti dirò di più, è già un mezzo ecologico commerciale alternativo sotto tantissimi punti di vista, inquina poco, ti permette di fare l’allenamento dell’intensità che vuoi tu (io dico da tanti anni che l’e-bike è molto democratica, ti permette di decidere in piena e completa autonomia il livello di fatica che vuoi affrontare istante per instante) è compatta e molto parca nei consumi, pensa che con soli € 2 di energia elettrica percorri quasi 1000 Km».

L’e-bike a scopo ricreativo, per coloro che una passeggiata in bicicletta di 30-40 km a causa dell’età o della sedentarietà è un’opportunità che allarga gli orizzonti di mercato?
«L’e-bike potrà dare l’opportunità a moltissime persone di mantenersi in forma senza rischiare causa sforzi troppo intensi, e nel contempo raggiungere mete (pensa alla ciclabile immersa nel bosco più bella d’Italia che abbiamo nel nostro parco nazionale in località Lama a Cancellino) altrimenti impensabili, come dire, l’e-bike riempie i polmoni di aria buona, i muscoli di fibre nobili e il cuore di sentimenti positivi».

Con chi collabora OLI e-Bike Systems e quindi dove vengono montati i vostri motori?
«La OLI spa azienda strutturata a livello mondiale nel settore industriale ha sede a Modena, la sua divisione, appunto la OLI e-Bike Systems che si occupa di motori per e-bike ha sede a Cesena e al momento abbiamo collaborazioni con più di una decine di aziende produttrice di e-bike che fa si che sul mercato ci siano quasi 50 modelli di e-bike con i nostri sistemi, dalle city bike alle e-mtb fino ad arrivare alle e-cargo bike. I nomi più altisonanti sono Bianchi, Atala, Olympia».

Voi siete un’azienda romagnola, è auspicabile entro 10 anni trasformare la mobilità di Cesena, di Forlì o di Rimini come quella di “una città in sella” come Amsterdam?
«Bella domanda… io amo la bici sia con la e davanti che senza e davanti, e di conseguenza nei miei migliori sogni ci sono le città che tu hai appena citato, (inserirei anche Copenaghen di diritto) ma poi quando mi confronto con gli altri utenti della strada (sono 15 anni che uso le bici come mezzo principale di trasporto, sole, neve, vento o pioggia non importa, basta essere attrezzati) vedo che ancora noi ciclisti urbani siamo una categoria non apprezzata, anzi….. basti dire che nel 2020 non abbiamo ancora una ciclabile che colleghi in sicurezza Cesena a Cesenatico».

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Nato a Rimini nel 1970, giornalista investigativo si occupa soprattutto di Ambiente, Sicurezza Lavoro, Balneazione, Archeologia industriale. Ha lavorato 4 anni a La Voce di Romagna ed alcuni mesi al Corriere Romagna. Da 5 anni è freelance. Archivia tutti i video servizi sulla pagina pubblica Youtube “LaVoceRomagnola”.