Lega: «Dalla Regione non arrivano risorse e l’economia è in ginocchio»

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Inutile girarci intorno, dalla Regione arriveranno ben poche risorse per la ripartenza. Non c’è neppure un piano preciso, esattamente come a Roma. Ci sono imprenditori, commercianti, artigiani che non sanno quando, come e se riapriranno. Il Governo insiste su un lockdown a macchia di leopardo, con troppe incongruenze, in un’ottica autoconservativa. Ma le crepe sono ormai evidenti anche dentro la maggioranza e tra i ministri. Per non parlare delle critiche che arrivano dalle Regioni. Vedi, per esempio, la bocciatura del ministro dell’Agricoltura Bellanova di Italia Viva alla ‘fase 2’ delineata dal premier Conte e il ‘cartellino giallo’ di Stefano Bonaccini al ministro dell’Istruzione Azzolina”. I parlamentari romagnoli della Lega Jacopo Morrone ed Elena Raffaelli sono sconfortati dopo la conference call di questa mattina con il presidente della Regione Bonaccini.

Prendiamo il settore agricolo – spiega Morrone – ho chiesto a Bonaccini che la Regione stanzi contributi a fondo perduto per la frutticoltura rovinata dalle gelate, che anticipi i pagamenti della PAC e i fondi OCM. Non sono arrivate risposte. Ho chiesto perché possano aprire le toelettature per i cani e non i parrucchieri o i saloni di estetica. Silenzio anche in questo caso. Manca poi un’informazione chiara e trasparente sui futuri reparti ‘Covid’ previsti in alcuni ospedali regionali. La nostra richiesta è che non siano coinvolti nosocomi della riviera, ma strutture sanitarie specializzate”.

Grave preoccupazione anche per il futuro dell’industria turistica. “Dopo il nulla di Conte sul turismo – incalza Raffaelli – nebbia anche dalla Regione, con gli operatori che si sentono abbandonati. Servono certezze operative in un settore che è certamente complesso perché strutturato non sulle merci, ma sulle relazioni e sulle persone. Proprio per questo il piano per la ripartenza è prioritario. Noi le proposte le abbiamo presentate, purtroppo non riceviamo alcun segnale di risposta”.