cavalli

Riceviamo e pubblichiamo una segnalazione che due nostre lettrici rivolgono in particolare al presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini.

«Egregio Presidente, siamo due ragazze che in questo momento hanno bisogno di essere ascoltate e che quindi vogliono lanciare questo appello. Vogliamo fare da portavoce a tutte le persone che, come noi, praticano il meraviglioso sport dell’equitazione e che possiedono un cavallo; sappiamo benissimo che per chi è estraneo a questo mondo non è facile intendere le attenzioni che un animale di questa taglia può richiedere, e proprio per questo ci rivolgiamo a lei, per tentare di allargare un minimo la conoscenza affinché i cittadini possano essere ascoltati.

Arriviamo al dunque: un cavallo, per essere in buono stato di salute sia fisico che mentale, ha bisogno di attenzioni quotidiane che vanno dall’alimentazione al movimento. Per quanto riguarda i Centri Ippici più fortunati che godono di una mano d’opera e una base economica tale da consentire agli animali il loro meritato benestare, il problema non sussiste granché, ma la pura verità è che questi luoghi sono veramente pochissimi. In questi due mesi di quarantena è stato vietato ai proprietari degli animali di prendersene cura. Ci sono migliaia di cavalli in tutta Italia ai quali inizia, purtroppo, a mancare anche il fieno (ed essendo la fonte principale di nutrimento capisce anche lei che la situazione si fa critica). Insomma Presidente, chiediamo come minimo il permesso per gli associati dei Centri Equestri di poter tornare in tutta sicurezza (essendo uno sport individuale e per l’aggiunta che si pratica all’aria aperta) di potersi prendere cura dei nostri amici animali, senza fare distinzione fra dilettanti e professionisti in quanto parliamo di un essere vivente e non di un pallone».