drive-in

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la proposta di realizzare un Drive In nell’ex area dello Sfir.

«Vero: i sogni non costano soldi ma possono avere un prezzo altissimo. Se ti risvegli e non si sono avverati sei nel limbo: provo a riaddormentarmi o cedo alla realtà che a volte ha la forma dell’incubo? Ci siamo chiesti che senso dare ai mesi che attendono la nostra città. La Segavecchia è stata spazzata via e la Festa Artusiana è giustamente a forte rischio per un sacco di motivi validi. Storicamente per la bella stagione forlimpopolese resta l’arena Verdi ma i cinema, dalle notizie che arrivano, sono tra le attività a più alto rischio di chiusura (magari purtroppo definitiva).

Tra le associazioni di categoria si parla non solo di aperture rimandate di un anno ma anche di feroci contingentamenti dei posti per garantire il distanziamento sociale. Il comparto è stato così preso a pugni che qualcuno ipotizza addirittura di gettare la spugna sul ring. Anche perché è difficile realizzare film nuovi in questa situazione di emergenza. La semplice scena di un bacio? Bene, a Forlimpopoli da quasi un secolo sopravvive l’isola cinema Verdi e, in estate, l’arena Verdi nella corte della Rocca. Quindi? Tutto spento? Ecco il lampo. Avete presente quell’area di abbandono lunare che è l’ex zuccherificio Sfir? In tutto si tratta di circa 200 ettari di nulla. Certo, è un terreno privato. Il Comune dovrebbe – a nostro avviso – chiedere non solo il permesso ma anche un affitto molto ragionevole perché il lampo possa diventare geniale e non quello che annuncia una temporale. Insomma, come lo vedreste un drive in nel piazzale della fabbrica dismessa? Tutti in auto, distanziati e protetti. Certo, non è l’America delle berline decappottabili, dei frappé, di John Travolta e di Olivia Newton John però potrebbe essere bello comunque.

Lo spazio c’è. Schermo, impianto audio e proiettore potrebbe essere montati lì invece che in piazza Fratti. Non ci sarebbe bisogno di stendere nemmeno le 400 sedie. Il bar? Un distributore automatico e un paio di ragazzi, scatola a tracolla di dolciumi e patatine, potrebbero passare di auto in auto. Toc toc? Gli stalli? Con un gesso per evitare parcheggi troppo alla buona. Poi qualche bagno chimico. L’area potrebbe essere circondata da bancarelle di libri, materiale cinematografico e fast food (con servizio in auto). Non abbiamo idea di come si possa portare la corrente ma se è vero che siamo andati sulla Luna – e Marte attenderà ancora per poco – non mi pare una cosa impossibile. Ripartire? Ricostruire? Andrà tutto bene? Ci affidiamo alla bellissima Sandy nel finale di Grease: “È stata la più bella estate della mia vita, ma adesso è finita…”.

Voi cosa ne pensate? Questa è al momento solo un’idea campata per aria. Non sono state inoltrate richieste nemmeno informali e sicuramente ci sono leggi e regolamenti che ignoriamo. Ma è anche vera una cosa: è quando una comunità è alla frutta che certe idee possono simboleggiare, per ripartire, una centrale di nuove energie. Speranza e pazzia?»

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