In occasione del 45° anniversario dalla morte del giovane Sergio Ramelli, il portavoce di Gioventù Nazionale Forlì-Cesena Alessandro Vitali, chiede al sindaco di Forlì, Gianluca Zattini di intitolare una via. “In un’epoca vile e priva di esempi – afferma Vitali – è doveroso rendere omaggio ad un ragazzo, un giovane studente, che ha pagato con la vita la sua visione del mondo“.

Ramelli, giovane di soli di 18 anni e membro del Fronte della Gioventù, venne aggredito il 13 marzo 1975 a Milano da alcuni militanti di Avanguardia operaia, e ferito mortalmente a colpi di Hazet 36, la chiave inglese lunga quarantacinque centimetri. Spirò il 29 aprile dello stesso anno, dopo un mese e mezzo di agonia.

La sola colpa di questo ragazzo – prosegue – fu quella di aver scritto a scuola un tema in cui condannava le Brigate Rosse: per questo fu aggredito a colpi di chiave inglese sotto casa. La storia e la vita di Sergio rappresentano un periodo storico in cui si poteva morire per il proprio credo politico: la violenza era uno strumento per fare politica. E proprio per ricordarcelo e affinché non avvenga mai più, intitoliamogli una via, come ricordo e monito per le generazioni future“. “Auspico che la mia proposta – conclude Vitali – possa essere vagliata in sede di commissioni del consiglio comunale, in modo da crearne un fruttuoso dibattito, doveroso per riconoscere un opportuno riconoscimento a Sergio Ramelli, che ancora manca in città“.