Marco Di Maio

Un piccolo risultato, che però consente di dare risposte concrete a un settore che anche sul territorio impegna importanti aziende con diverse centinaia di dipendenti“. Lo afferma il deputato romagnolo Marco Di Maio a proposito del chiarimento ufficiale fornito dalla ministra della politiche agricole, Teresa Bellanova, che consente la vendita anche al dettaglio e attraverso consegne a domicilio, di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti è fondamentale per consentire a queste attività di sopravvivere e di garantire anche la continuità delle produzioni e del ciclo vitale agricolo e alimentare.

È un fatto positivo che le istanze raccolte in questi giorni da aziende del territorio e riportate all’attenzione delle istituzioni nazionale – spiega  il parlamentare forlivese di Italia Viva – abbia dato i suoi frutti, evitando di gettare nella spazzatura tonnellate di produzioni già pronte e nel picco della stagione produttive per il settore. Mi auguro che questo approccio pragmatico, che tiene insieme il doveroso rispetto di tutte le disposizioni di sicurezza con la possibilità di far lavorare chi è nelle condizioni di farlo senza rischi e senza danni per nessuno, venga applicato anche ad altri settori. Non possiamo rischiare di ammalarci di coronavirus e vanno assicurate tutte le precauzioni necessarie, ma non possiamo nemmeno rischiare la fame“.

A questo proposito anche la Presidenza del Consiglio ha fatto chiarezza con una interpretazione ufficiale pubblicata sul sito www.governo.it, precisando che la vendita di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili è consentita “in quanto l’art. 1, comma 1, lettera f), del Dpcm del 22 marzo 2020 ammette espressamente l’attività di produzione, trasporto e commercializzazione di “prodotti agricoli”, consentendo quindi la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti etc. Peraltro tale attività rientra fra quelle produttive e commerciali specificamente comprese nell’allegato 1 dello stesso Dpcm “coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali”, con codice ATECO “0.1.”, per le quali è ammessa sia la produzione sia la commercializzazione. Deve conseguentemente considerarsi ammessa l’apertura dei punti di vendita di tali prodotti, ma in ogni caso essa dovrà essere organizzata in modo da assicurare il puntuale rispetto delle norme sanitarie in vigore”.