Molto comodo fare i nazionalisti dentro le mura dell’Europa

0

Proviamo a immaginare un’Italia che fa da sé. Che deve approvvigionarsi di risorse finanziarie sul mercato internazionale (a quale tasso d’interesse?). E che, non disponendo di gettito fiscale sufficiente, è costretta a svalutare la propria divisa, compromettendo il potere d’acquisto dei redditi fissi proprio nei momenti più duri. Mi sono arrivati tante immagini, tanti filmatini iper-nazionalisti, che declinano l’amor di patria in senso sciovinista.

E facile prendere in giro i nostri dirimpettai europei con l’euro in tasca e con una disponibilità di credito che, nel mondo, possono vantare solo la Cina, gli USA e (appunto) l’UE. Molto comodo fare i nazionalisti dentro le mura dell’Europa. Ricordiamocene. Se Bruxelles conta troppo poco, la colpa non è della Commissione: è degli Stati che non le hanno dato i poteri necessari. Salvo, poi, colpevolizzarla perché non ne ha a sufficienza!

Roberto Balzani

CONDIVIDI
Articolo precedenteGiornata Mondiale dell’acqua. Hera: "Una nuova cultura della risorsa idrica"
Articolo successivoIl Centro Sociale Primavera dona 5.000 € all'ospedale Morgagni-Pierantoni
Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.