Questura Forlì Polizia di Stato

Seppure in forma ridotta a causa delle misure precauzionali adottate per scongiurare la diffusione del coronavirus che di fatto hanno suggerito l’opportunità di non tenere i programmati incontri ed eventi pubblici, la Polizia di Stato promuove, in occasione della speciale giornata dell’8 marzo in cui si celebra la festa della donna, la campagna di informazione e sensibilizzazione, ideata dalla Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della pubblica Sicurezza, denominata “Questo non è amore” mirata a favorire l’emersione del fenomeno, troppo a lungo sottostimato, della violenza di genere in cui spesso l’aguzzino è un familiare. Nell’82% dei casi chi fa violenza sulle donne non bussa alla porta: ha le chiavi di casa!

Il Questore della provincia di Forli-Cesena solo nell’ultimo mese ha ammonito 5 persone, a riprova della massima attenzione dedicata al fenomeno, una per condotte riconducibili alla violenza domestica e quattro agli atti persecutori. Tra questi, uno è anche a difesa di un uomo, quindi, a conferma che l’attenzione è comunque rivolta a tutti i soggetti che a diverso titolo possono definirsi appartenenti ad una fascia debole.
Di questi 5 due riguardano persone di Cesena mentre sono state 3 le forlivesi vittime di atti persecutori.

Il primo caso è riferito ad un 25enne bolognese che dopo una breve relazione sentimentale con una 22enne di Forlì non accettandone la conclusione, ha iniziato a porre in essere condotte di avvicinamento che, respinte, non hanno indotto alcuna positiva riflessione nell’uomo che, infatti, dopo una breve sospensione delle azioni moleste e pressanti e nonostante le proprie scuse per il comportamento tenuto, si è speso per aggirare gli ostacoli e i blocchi che la donna aveva tentato di frapporre, quindi adottando comportamenti pressanti e reiterati, come contatti di persona, via telefono, ma soprattutto via social, per i quali il giovane si è prodigato a produrre molteplici account “falsi” per raggiungere la richiedente, letteralmente imponendo la propria presenza, ancorchè virtualmente, ma non per questo meno fastidiosa. L’uomo è stato ammonito per atti persecutori.

La seconda vicenda è legata a questioni di assetti ereditari. Un sessantaquattrenne forlivese ha iniziato a fare oggetto di pressanti richieste economiche il fratello e la anziana madre 92enne, in breve abbandonandosi a modalità pressanti che sono sconfinate nella minaccia, nell’aperto insulto, trascendendo anche in modalità di comunicazione spesso triviali, con volgarità connotate da aperti riferimenti sessuali che non hanno risparmiato, per rivalsa, i figli del fratello, bersaglio principale delle sue richieste. L’uomo è stato ammonito per atti persecutori.

Il terzo episodio riguarda un riminese di circa 40 anni, dopo una relazione extraconiugale con una 36enne forlivese, non accettando la fine della relazione, aveva cominciato a telefonarle ripetutamente, ad avvicinarla – anche sul luogo di lavoro – ad inviarle messaggi e mail, cercando di convincerla a non troncare la storia, arrivando a minacciare di rivelare la loro relazione clandestina al marito, paventando la diffusione ai familiari della vittima di fotografie di cui l’uomo si professava in possesso. L’uomo è stato ammonito per atti persecutori.
I provvedimenti formali, notificati alle parti, comporteranno, in caso di violazione, la denuncia alla Autorità Giudiziaria e la irrogazione di stringenti e progressive misure cautelari.