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Chiusura scuole dell’infanzia, PD e Di Maio: «Sospendere le rette per i periodi non goduti causa coronavirus»

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«Consapevoli della situazione di disagio che le misure di prevenzione necessarie a ridurre e contenere il contagio del coronavirus implicano, il Comune di Forlì fra le sue dirette competenze può decidere di intervenire sulle rette di nidi e scuole dell’infanzia al fine di non far pagare alle famiglie periodi non goduti a causa della chiusura per forza maggiore.

Riteniamo che questa sia un’azione necessaria nei confronti delle famiglie, già in difficoltà per la gestione della chiusura, e pertanto chiediamo al sindaco Zattini ed alla sua Giunta di impegnarsi da subito. I mancati introiti potranno essere coperti dal fondo di riserva che è appositamente previsto dalla normativa degli enti locali per spese non prevedibili. Al Consiglio comunale del 23 marzo presenteremo una mozione che formalizzi la proposta». Si legge in una nota del gruppo Consiliare del Partito Democratico di Forlì.

Dopo la seconda settimana di chiusura, è necessario che ogni istituzione faccia la propria parte per venire incontro alle esigenze delle famiglie. Per questo “è opportuno che in tutte le scuole del territorio si prenda in considerazione il dimezzamento della retta mensile di marzo per le famiglie che hanno figli alla scuola dell’infanzia o negli asili nido comunali“. Lo afferma il deputato romagnolo Marco Di Maio, capogruppo in Commissione Affari costituzionali alla Camera, che sta seguendo da Roma in stretto contatto con il territorio l’evolvere dell’emergenza generata dal coronavirus.

Oltre allo straordinario lavoro che stanno svolgendo i professionisti della sanità e tutti coloro che sono impegnati nella gestione dell’emergenza – afferma Marco Di Maio – va detto che senza il contributo delle singole famiglie non sarebbe possibile gestire questa difficilissima fase. La riduzione della quota si può applicare in maniera automatica e valere sulla retta effettivamente versata in base ai parametri previsti nelle scuole comunali nei singoli comuni, senza ulteriori passaggi burocratici a carico dei genitori“.

Non può certo pesare solo sui Comuni lo sforzo di queste settimane: “È chiaro che il dimezzamento della retta di un mese comporta un peso importante per un bilancio comunale, ma è uno sforzo necessario per mandare un segnale di attenzione – aggiunge il parlamentare di Italia Viva -. Serve anche che la Regione e il Governo mettano in campo misure straordinarie di compensazione alle famiglie e di supporto ai Comuni che dovessero prendere decisioni come queste. A tal proposito, a livello nazionale abbiamo avanzato alcune proposte al Governo, tra cui l’ipotesi di estendere l’importo del “bonus asili” e di introdurre da subito l’assegno unico per le famiglie“.

D’altra parte chiunque sia a contatto con le persone – conclude – sa che la giusta scelta di chiusura delle scuole per contenere la diffusione del virus, ha provocato maggiori costi per le famiglie che hanno dovuto, ad esempio, pagare una baby sitter e la retta scolastica senza usufruire del servizio; o che hanno dovuto prendere giorni di ferie dal lavoro; o che hanno dovuto stravolgere i piani e la programmazione familiare“.