“Chi ha fatto un rutto? Per favore spegni il microfono!” Lezioni online al tempo del coronavirus

0

2 marzo 2020. Prima lezione online della mia vita. Gli studenti sono stati perfetti: ho parlato ad un oggetto con una lucina blustra accesa per un’ora e mezzo, senza capire se davanti avevo volti attenti, annoiati, interessati, depressi. Sono stati educatissimi. Ho mostrato le mie slides. Mi sono sentito triste. Di solito, esco dalle lezioni avendo un’immagine (vera o presunta) di ciò che è accaduto nell’aula. Ora non riesco.

Porto sulle spalle un punto interrogativo gigante; e non è bello. Sento di non dare abbastanza. Mi piace molto insegnare, ci tengo. Vorrei dare ai miei ragazzi tutto quello che so. Poi leggo frammenti di chat di alcuni miei colleghi (vedi il titolo). E mi sento un po’ rinfrancato. Ho il privilegio di rivolgermi a persone perbene, educate. E non è poco.

CONDIVIDI
Articolo precedenteLa cultura non si ferma. Riaprono il San Domenico, Palazzo Romagnoli, la Biblioteca Saffi
Articolo successivoMerendi: «L'Unione dei Comuni della Valle del Montone è una scelta non procrastinabile»
Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.