Polizia stradale

Aderisco con la massima convinzione al Comitato nato per difendere l’apertura del distaccamento della Polizia stradale di Rocca San Casciano, che il Governo ha deciso di sopprimere con un’operazione di ristrutturazione che rischia di mettere a serio rischio la sicurezza stradale oltre che quella del territorio”. Lo ha affermato il deputato della Lega Jacopo Morrone in una nota.

Oggi ho anche inviato una lettera al ministro Luciana Lamorgese in cui evidenzio le gravi conseguenze derivanti dalla chiusura di questo presidio, in una località dove si incrociano arterie di rilevante importanza provinciale e statale, molto trafficate, dove storicamente si devono purtroppo registrare numerosi incidenti stradali anche mortali. Sono certo, infatti, che la decisione di sopprimere il distaccamento di Rocca San Casciano rappresenti un errore strategico e sia stata assunta forse senza considerare la preziosa attività svolta localmente, in questi anni, dagli agenti della Polizia stradale e, soprattutto, senza conoscere questo territorio e le sue imprescindibili necessità. La richiesta che ho rivolto al ministro è che ci siano spazi e tempi per una ulteriore riflessione, nell’unico comune intento di mettere al primo posto la sicurezza stradale e quella di tutti i cittadini. Con il medesimo obiettivo di salvaguardare gli indispensabili presidi della Polizia stradale a rischio chiusura, presenterò un ordine del giorno alla Camera. Oltre a quello di Rocca, infatti, è prevista la soppressione anche del distaccamento di Lugo, nel ravennate. Si tratta di decisioni calate dall’alto, che non trovano alcuna giustificazione rispetto a una maggiore efficacia e efficienza dell’attività sul territorio. Per questo chiediamo ulteriori confronti e che siano percorse eventuali ipotesi alternative”.

Non posso che appoggiare l’iniziativa di tanti amministratori pubblici e cittadini di costituire un comitato contro la chiusura del Distaccamento di Polizia di Rocca San Casciano: come già affermato nei giorni scorsi trovo che la scelta del Ministero dell’Interno di chiudere questo presidio sia l’ennesima offesa ai Comuni montani. Aggiungo che definire “non strategico” il punto di Polizia di Rocca San Casciano denota una visione miope e scarsa conoscenza del ruolo che tale Distaccamento ha rivestito negli anni: la Polstrada di Rocca San Cascino è considerata da sempre un presidio di sicurezza irrinunciabile per il territorio, un servizio fondamentale non solo per il paese e la vallata del Montone, ma per l’intero comprensorio forlivese come dimostrano, ad esempio, i tanti interventi che svolgono gli agenti lungo la strada statale 67 fino al passo del Muraglione e questo nonostante il numero veramente esiguo di personale. Presenterò a breve un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno sul tema: la chiusura del Distaccamento di Rocca declassa l’intero territorio della montagna, declassata nuovamente a territorio non d’interesse per il Governo. Nel frattempo, a sostegno delle attività del comitato, ho avviato una raccolta firme nei numerosi comuni interessati, con la collaborazione di vari consiglieri ed amministratori, affinché la voce dei cittadini trovi espressione concreta e raggiunga il tavolo del Ministro Lamorgese”. Così Simona Vietina, parlamentare di Forza Italia e sindaco di Tredozio.

A dimostrare l’imprescindibilità del Distaccamento di Rocca San Casciano – incalza la parlamentare azzurra – basterebbero gli elevati controlli preventivi e soprattutto i dati sulla repressione a seguito dell’abuso di alcolici alla guida. Se poi guardiamo i dati sull’incidentalità in questo importante tratto stradale troviamo numeri che non possono essere sottovalutati: per l’anno 2019, si sono registrati 4.400 controlli sui veicoli, 5.127 le persone controllate, 655 le infrazioni al codice della Strada di cui 49 per guida in stato di ebrezza nonché oltre 285 soccorsi. Credo sia evidente che la soppressione del Reparto comporterebbe un grave danno per la prevenzione della sicurezza stradale in tutta la vallata a cui vanno aggiunti i gravi disagi che dovrà subire il personale in servizio presso il distaccamento di Rocca San Casciano che dovrebbe essere trasferito nella sottosezione autostradale A14 di Forlì, che nel frattempo passerebbe da 47 a 66 dipendenti, oppure in quella di Bagno di Romagna, in vita del passaggio della E45 in autostrada. Per questo ho deciso di inviare un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno allo scopo di scongiurare la chiusura di questo presidio insostituibile, anche valutando l’opportunità di prevedere l’incremento dell’organico della Sottosezione Autostradale di Forlì a sole 14 unità, portando il totale a 61, e dirottando i rimanenti 5 al Distaccamento di Rocca San Casciano al fine di mantenere un servizio adeguato per la sicurezza dei cittadini anche sulle strade statali della provincia forlivese”.

Fratelli d’Italia aderisce convintamente al comitato sorto a difesa della Polstrada di Rocca S. Casciano. Il commissario della Federazione Provinciale di Forli-Cesena Roberto Petri, il coordinatore di Vallata, consigliere di Dovadola e dell’Unione dei Comuni Riccardo Merendi e il consigliere dell’Unione, nonché del Comune di Premilcuore Roberto Leoni, manifestano la volontà di spendersi per questa giusta causa e parteciperanno alla manifestazione indetta per il 22 febbraio. La volontà di chiudere il presidio di Polizia Stradale ci pare francamente un errore, non solo strategico ma che possa arrecare nocumento alla comunità valligiana privandola della preziosa attività svolta localmente in questi anni. Riteniamo che spogliare le piccole comunità, delle istituzioni e presidi della stato, mini l’identità ed aggravi il senso d’abbandono di chi popola orgogliosamente queste realtà collinari. Rifiutiamo questo approccio e vogliamo fungere da contrappeso a politiche globalizzatrici tipiche dei governi di sinistra“.