Una storia del ’44

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Davvero tutti molto bravi, oggi pomeriggio alla Sala San Luigi, coordinati da Sergio Barberio per riscoprire un’altra tessera del ’44 forlivese: la storia di una famiglia austriaca di origine ebraica, i Laufer, che dopo anni di peripezie approdano in città. Pochi mesi li separano dalla libertà. Ma il clima è pesante: rastrellamenti, interrogatori, esecuzioni. Dove andare? I Laufer incontrano un prete, don Garbin, il salesiano da poco parroco di S. Biagio, che li protegge, insieme a molti altri. Essi ricambiano, a loro volta contribuendo al salvataggio di persone catturate nel fosco autunno del nazifascismo forlivese.

Un frammento di bene in mezzo al male assoluto. La storia riaffiora più di 70 anni dopo: ed oggi il bambino di allora, Bruno Laufer, era fra noi, accompagnato dalla nuora, la formidabile Noemi Di Segni. Una bomba d’aereo tedesca distruggerà l’antica S. Biagio, nel dicembre ’44, a liberazione avvenuta. Se ne andrà un pezzo importante dell’arte rinascimentale. Ma resterà la “basilica maggiore”, quella edificata dall’amore e dalla solidarietà di don Garbin e dei salesiani. Morale: la Shoah non è stata solo Auschwitz e le camere a gas. Ha toccato anche noi, si è insinuata nelle nostre strade, è entrata nelle nostre case, è stata da sempre parte della nostra storia. Meglio ricordare. Sempre. Parole di Noemi Di Segni.

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.