Ponte-dei-veneziani-Meldola

Quali esigenze e necessità osservare nella costruzione di un piano di gestione e valorizzazione del fiume Ronco-Bidente? Quali le opportunità che ne scaturirebbero? Ora la parola passa ai cittadini: non solo a chi risiede lungo l’area fluviale, ma anche a chi lo vive per lavoro e passione – dagli agricoltori, ai cacciatori e ai pescatori.

Dopo i primi tre incontri riservati alle realtà di tutela ambientale, a quelle imprenditoriali, commerciali e di promozione turistica che insistono nell’area, ora tecnici e Comuni si confronteranno con le persone residenti nella zona, per ascoltare direttamente da chi vive a stretto contatto con il fiume quali siano le urgenze e le opportunità riguardo alla costruzione di una gestione partecipata dell’area fluviale: appuntamento a Meldola, martedì 11 febbraio dalle ore 20,00 al punto informazioni turistiche dell’Arena Hesperia.

Entra così nel vivo il processo partecipato che, promosso dal centro visite Spinadello (Spinadello. Centro Visite partecipato – www.spinadello.it) in collaborazione con i Comuni di Forlimpopoli, Forlì e Bertinoro, e con il sostegno della Regione Emilia Romagna, vedrà coinvolti pubblico e privato insieme per la riqualificazione dell’intera area. Obiettivo del processo – che ha coinvolto anche il Comune e il territorio di Meldola, per la sua posizione strategica, con l’affaccio sulla vallata che guarda al parco nazionale e l’incrocio con l’asse dello Spungone – è quello di “favorire un’integrazione orizzontale tra le Amministrazioni, e tra loro e gli altri enti competenti per l’area, e un’integrazione verticale tra tutti i soggetti che a vario titolo sono portatori di interesse sull’area e che in parte già vi operano spesso senza conoscersi e relazionarsi l’un l’altro”.

Per questo, da metà gennaio sono stati già quattro gli incontri promossi: dopo il primo di carattere più tecnico e operativo al quale hanno partecipato i tecnici e gli assessori competenti dei Comuni coinvolti, ne sono seguiti altri tre che hanno riunito le associazioni di tutela ambientale, le realtà economiche e quelle di promozione turistica della zona. Tanti gli spunti emersi sui quali i tavoli tecnici di lavoro saranno chiamati a fare sintesi: dalla necessità di creare un sistema integrato di valorizzazione turistica dell’area, capace di trovare un equilibrio tra l’accessibilità totale dell’area fluviale e la sua tutela ambientale, all’urgenza di manutenzione dei sentieri già esistenti, fino all’opportunità di volano economico legato all’imprenditoria locale.

Il processo prevede infatti quattro fasi di attuazione: terminata la prima con la raccolta delle istanze dei residenti, si passerà alla fase di vera e propria co-progettazione con gruppi di lavoro e stesura del Protocollo di intesa tra Comuni; la terza sarà quella della consultazione pubblica del documento e infine la quarta, di approvazione del Protocollo e di monitoraggio dello stesso. Prima di passare alla seconda fase del progetto, dopo l’incontro di martedì 11 febbraio, vi saranno altri tre momenti pubblici che, tra febbraio e marzo, daranno modo alla cittadinanza e a tutti i soggetti interessati di conoscere le buone pratiche in corso, gli esempi virtuosi di tutela del fiume e di valorizzazione territoriale, e di raccogliere istanze utili al processo partecipato.