Forza-Italia

I numeri dicono che in appena sei mesi Forza Italia ha perso più del 4% dei voti, dal 7% delle scorse amministrative al 2,86% in provincia e al 2,96% a Forlì alle ultime elezioni regionali, superata anche da Fratelli d’Italia. Difficile non ammettere che qualcosa è andato storto. Sì, il partito scontava un calo generalizzato a livello nazionale, ma a livello locale, qui a Forlì, dove ha vinto il centrodestra e dove i nostri candidati avevano conquistato alle elezioni comunali più di 4mila e 100 voti, abbiamo scontato alcuni problemi, diciamo pure alcuni errori. Una serie di concause”: l’analisi è di Fabrizio Ragni, coordinatore comunale di Forza Italia a Forlì

In campagna elettorale – spiega Ragni – è stata svolta poca attività in città, il partito non è stato presente come alle comunali, non c’è stata comunicazione delle nostre idee politiche, delle nostre battaglie dei nostri valori: la libertà individuale e di impresa, la sicurezza, la valorizzazione dei beni culturali, la lotta alle tasse ed alla burocrazia. Forse anche i candidati scelti e su cui s’è puntato di più che non erano del territorio non sono stati “riconosciuti” dai forlivesi che alle urne hanno votato la Borgonzoni, il nostro simbolo, ma senza preferenze, o magari altri partiti, altre persone più legate al territorio”.

Fabrizio Ragni ribadisce di non voler “scagliare il sasso” contro qualche dirigente del partito in particolare: “Ho sempre sostenuto che si vince e si perde tutti insieme. Certo è stato sbagliato qualcosa in campagna elettorale, ma anche questa volta non chiedo la testa di nessuno. Ognuno ha le sue responsabilità e mi ci metto anch’io, che pure alla fine non ho sciolto la riserva della mia candidatura vista l’impossibilità di svolgerla appieno e comunque ho sostenuto il partito prima del voto con conferenze stampa, comunicati ed un convegno sulla sanità molto partecipato e con ospiti medici molto qualificati. Ritengo utile però, adesso, se vogliamo superare la debacle aprire una riflessione pubblica e non soltanto interna al partito”.

Il coordinatore comunale di Forza Italia a Forlì, da parte sua, comunica di aver già azzerato i componenti del coordinamento, che verrà rinnovato con 7-8 nuove personalità in rappresentanza di altrettante categorie professionali e del mondo del lavoro: “sarà un organismo che funzionerà a dipartimenti, per affiancare e rafforzare le aree tematiche dell’amministrazione comunale. Poi avvieremo sul territorio una serie di iniziative e di convegni sui temi molto importanti per la nostra città e la nostra provincia, come per esempio: la cultura,la sicurezza, l’ambiente, la valorizzazione della Romagna rispetto all’Emilia…”.

È evidente che i candidati ed il partito non sono stati in grado alle elezioni regionali di intercettare i temi giusti e veicolare i nostri precetti fondativi, e così abbiamo perso consenso. Ma Forza Italia non è finita, serve una nuova azione politica, un impegno maggiore, è necessario lavorare “pancia a terra” per il rilancio e il rafforzamento della nostra identità, perché una cosa è certa: senza i nostri voti il centrodestra perde ed è necessario portare in dote all’alleanza la capacità di ascolto di quella parte dell’elettorato moderato, laico e liberale che ha contribuito con il suo voto ad interrompere a Forlì il (mal) governo della sinistra e che, invece, per mille motivi, è venuto a mancare alle elezioni regionali del 26 gennaio scorso”: conclude il coordinatore comunale di Forza Italia a Forlì, Fabrizio Ragni.