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«Fratelli d’Italia Vallata del Montone non può che manifestare perplessità ed un chiaro disappunto per la paventata chiusura della Polstrada di Rocca S. Casciano. “Distaccamento non strategico per la viabilità” è stato detto; ora ci si chiederebbe quali fossero i criteri che evidenziano la strategicità di un presidio, vista l’importanza ed il raggio d’azione in capo ad un presidio che copre la S.s Tosco-Romagnola 67.

Non vorrei che i riflettori della politica si fossero spenti sui territori montani ora che la vittoria del centrosinistra alle regionali è ormai incassata e si fosse quindi esaurita quella manifestata empatia e sensibilità per le istanze di chi popola ancora questi territori. Sarebbe il chiaro segno di una politica sempre più distante dai cittadini, scollata dalla realtà e dalle urgenze che invece il nostro territorio vive» è il commento di Riccardo Merendi coordinatore di Fratelli d’Italia Valle del Montone e consigliere dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese.

Distaccamento non strategico? Per chi ci governa a essere non strategico è tutto il territorio montano, non solo il presidio della Polizia stradale di Rocca San Casciano. Passato l’entusiasmo della campagna elettorale, ecco la cruda verità con cui gli amministratori dei piccoli comuni devono fare i conti quotidianamente: scelte che feriscono un intero territorio, che fanno sentire abbandonata un’intera popolazione“. Così Simona Vietina, parlamentare di Forza Italia, sull’annunciata chiusura del Distaccamento di Polizia di Rocca San Casciano.

La deputata azzurra si è già attivata per contrastare la decisione. “Depositerò un’interrogazione parlamentare e mi impegnerò per un’iniziativa corale di tutti i Comuni montani – spiega Vietina – Sono d’accordo con chi ha proposto un ordine del giorno da approvare in tutti i consigli comunali, un documento che chiederei di sposare anche ai Comuni più grandi come quello di Forlì e che potrebbe fare da trampolino a una raccolta firme sul territorio. Il messaggio deve essere chiaro: i nostri territori montani meritano attenzione e io sono pronta a portare ancora una volta a Roma la voce della montagna“.

In campagna elettorale tutti, a partire dal governatore Stefano Bonaccini e dai partiti di sinistra che lo sostengono, si sono stracciati le vesti per annunciare attenzioni e progetti di rilancio alle zone più marginali. Ora arriva questa doccia fredda – prosegue la parlamentare romagnola – La montagna non può essere sempre abbandonata in questo modo: si chiude un presidio perché non ritenuto strategico, abbandonando di fatto un intero territorio, quello montano, che assume indirettamente l’etichetta di non strategico. Bel messaggio che si manda al Paese! La montagna è una risorsa, ma per combattere lo spopolamento non bisogna privare il territorio di servizi fondamentali. Tra l’altro la chiusura del Distaccamento di Rocca comporterebbe disagi anche per le città a valle: pensiamo al periodo estivo, con il personale spesso impegnato anche in controlli in riviera“.

Simona Vietina si rammarica anche della poca coerenza della maggioranza. “La recente approvazione di una mozione sulla difesa della montagna a mia firma, questo atto si muove in una direzione diametralmente opposta – conclude Vietina – Il governo dovrebbe tornare sui suoi passi e dimostrare coi fatti di tenere alla montagna mantenendo il Distaccamento di Polizia di Rocca San Casciano“.