Marchi: «È sconcertante rimandare la cittadinanza a Liliana Segre a data da destinarsi»

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È sconcertante che proprio nei giorni del ricordo della Shoah, la maggioranza in Consiglio comunale a Forlì rimandi a data da destinarsi la nostra proposta di conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Un riconoscimento rispetto al quale immediatamente il sindaco Zattini si era mostrato favorevole, ma evidentemente non aveva ancora fatto i conti con i suoi azionisti di governo che ne hanno bloccato l’approvazione proponendo una “contro-mozione” che riteniamo inaccettabile. È evidente che la parte cosiddetta ‘moderata’ dello schieramento che ha sostenuto Zattini, ha deciso di tirare i remi in barca e lasciare a Lega e Fratelli d’Italia il pieno condizionamento dell’Amministrazione“. Lo afferma il consigliere comunale di Italia Viva a Forlì, Massimo Marchi.

Avevo presentato per primo, su iniziativa della nostra coordinatrice provinciale Sara Biguzzi – afferma Marchi – una mozione in merito del 19 dicembre ottenendo, con grande soddisfazione, la pubblica approvazione da parte del sindaco e della maggioranza (usciti il giorno dopo sui media locali). Nonostante ciò, a distanza di oltre un mese questa stessa maggioranza ha pensato bene di presentare una nuova mozione, tagliando radicalmente i contenuti e le motivazioni espresse nel nostro testo, rimuovendo le parti che riguardano le leggi razziali e il riconoscimento alla città di Forlì e alla provincia di Forlì-Cesena le medaglie d’argento al valore militare e d’oro al valore civile per il contributo dato per la Liberazione“.

In compenso però “la maggioranza ha imposto l’approvazione di due altre mozioni – spiega ancora Marchi – una di Fratelli d’Italia sugli istituti privati di vigilanza e una della Lega su “Forlì città amica delle api”: due temi importanti, per carità, ma crediamo che nella fase storica che stiamo vivendo lo fosse anche il riconoscimento della cittadinanza alla senatrice Segre, il cui valore simbolico ed educativo è di impatto molto notevole“.

Dispiace poi – prosegue Marchi – che tutto ciò avvenga con il silenzio degli amici di opposizione, da cui siamo ancora in attesa di un cenno di risposta. Se avessero voluto apportare modifiche al nostro testo, dal 19 dicembre scorso c’era tutto il tempo per discuterne e farle, noi eravamo e siamo disponibili. Non vorremmo che il problema fosse la primogenitura di questa proposta, anziché il suo contenuto, perché se così fosse le tante belle parole che spesso sentiamo, non sarebbero coerenti con i comportamenti concreti“.

Riteniamo che il riconoscimento della cittadinanza a Liliana Segre sia una opportunità per costruire un percorso educativo, di cui c’è grande bisogno – afferma Marchi -. Proprio nei giorni scorsi abbiamo appreso da uno studio Eurispes che il 15,6% degli italiani nega la Shoah (nel 2004 era il 2,7%), il 16,1% (era l’11,1% 15 anni fa) ridimensiona la portata dell’Olocausto sostenendo che avrebbe determinato un numero di vittime inferiore a quanto documentato dai libri di storia. Per il 20% degli italiani, Benito Mussolini è stato un grande statista che ha solo commesso qualche piccolo errore. Di fronte a questi dati, una città come Forlì dovrebbe interrogarsi su cosa fare per dare il proprio contributo: dispiace che il sindaco Zattini si pieghi alla volontà dei partiti di estrema destra che lo sostengono, non dando seguito alle parole che lui stesso ha pronunciato in occasione dell’anniversario della Liberazione cittadina, il 9 novembre, quando disse: ‘io oggi sono ebreo. Questa piazza oggi è ebrea’. Peccato“.