Matteottine

Usare il MamaNet come strumento di inclusione sociale e coesione tra le mamme di diverse etnie. Con questo scopo, nei mesi scorsi ha preso vita la squadra delle “Matteottine”, mamme (tra cui anche una nonna) degli allievi della scuola primaria “Matteotti” di Forlì, molte delle quali provenienti da Paesi e culture diverse. La loro storia è stata scelta come “caso studio” dalla direzione nazionale dell’ente di promozione sportiva AiCS che, il prossimo 6 marzo in Senato a Roma promuove il seminario formativo per gli assistenti sociali. Il caso verrà illustrato dal medico Paola Possanzini, promotrice del team e tra le mamme-atlete.

D’altronde il MamaNet è stato promosso sul territorio proprio per creare una rete tra mamme, prima ancora tra donne, offrendo loro un luogo speciale di gioco, condivisione e inclusione sociale attraverso lo sport. Questo il senso dell’ultima tendenza sportiva che, promossa dall’Associazione italiana cultura sport, solo a Forlì – una delle 7 città in Italia dove la sperimentazione ha avuto inizio – interessa oltre 300 donne adulte. Versione italiana del cachibol, a metà tra pallavolo e palla rilanciata, il Mamanet è infatti riservato alle sole mamme o alle donne over 30: non necessita di preparazione atletica ed è a basso impatto aerobico, dunque possono praticarlo tutte, giovani e meno giovani.

Proprio come sono le “Matteottine”, nate in seno alla scuola primaria “Matteotti” che vanta una discreta presenza multietnica. Lì, proprio per promuovere la coesione tra mamme di diverse etnie ma anche per “liberarsi” dai ruoli che devono sostenere ogni giorno ed esprimersi liberamente, le mamme si ritrovano ogni settimana per giocare a MamaNet e nel gruppo eterogeneo non mancano le sorprese, come la nonna – mamma di una delle giocatrici e nonna di un piccolo allievo della “Matteotti” – che agli allenamenti si presenta con la divisa della squadra e torte per il terzo tempo.

Quando abbiamo saputo del seminario formativo volto a trattare dello sport sociale come generatore di pari opportunità, abbiamo pensato subito al caso delle ‘Matteottine’ – spiega Catia Gambadori presidente di AiCS Forlì – e per questo lo abbiamo segnalato come caso studio. Il MamaNet a Forlì è diventato ormai una tendenza. Lo praticano in maniera stabile quasi un centinaio di donne, per lo più mamme, ma sono ben 300 quelle che lo frequentano grazie ai tornei e ai trofei che promuoviamo sul territorio in maniera gratuita. Qui a Forlì risiedono anche le campionesse italiane di MamaNet, le ‘Porta Schiavonia’, e certo questo ha creato un volano importante per le donne adulte che cercano un’attività sportiva che conceda loro un ‘luogo’ dove confrontarsi e cimentarsi nell’attività atletica, pur senza mai essere stata un’atleta prima”.