Siulp piazza Falcone e Borsellino

Nelle scorse settimane, si è tenuto al Ministero dell’Interno la riunione in merito alla riorganizzazione dei presidi di Polizia Ferroviaria sul territorio, a cui hanno partecipato le organizzazioni sindacali della Polizia di Stato. “Con grande stupore, il sindacato di Polizia Siulp ha appreso che il Posto Polfer di Forlì era incluso tra il novero dei presidi di cui era prevista la soppressione; chiusura che è stata evitata ma è comunque inaccettabile che l’Amministrazione proponga a regime un sottodimensionamento a sole 10 unità (in riferimento all’Emilia Romagna, avranno lo stesso personale il Posto Polfer di Porretta Terme e il Posto Polfer di San Benedetto Val di Sambro), mentre tutti gli altri capoluoghi di provincia della regione saranno maggiormente rinforzati. Con tutta onestà – puntualizza il Segretario del Siulp Forlì Cesena Roberto Galeottici pare una proposta imbarazzante ed irricevibile”.

Continua Galeotti. “Abbiamo precisato, ai vertici dell’Amministrazione, che fino a pochi anni fa, al Posto Polfer di Forlì, vi lavoravano circa una ventina di dipendenti. Infatti, oltre a presidiare la stazione ferroviaria di Forlì (un Comune con quasi 120.000 abitanti dove “fermano” numerosi treni di varie tipologie), il personale vigila anche la stazione ferroviaria di Cesena (un Comune di quasi 100.000 abitanti) dove non è presente un Presidio fisso di Polizia Ferroviaria. Ovviamente, lungo la tratta ricadente nella provincia, sono presenti altre stazioni minori non presidiate. Inoltre, nelle vicinanze di Forlì è presente anche un importante scalo merci”. Attualmente, il reparto si è assottigliato fino ad arrivare a nove dipendenti, che ovviamente possono coprire solo le ore diurne.

Conclude il segretario del Siulp: “ci auguriamo quindi, per quanto riguarda il Posto Polfer di Forlì, che l’Amministrazione riveda al rialzo l’impianto della revisione di quel presidio, al fine di non ridurre drasticamente la sicurezza dei cittadini in ambito ferroviario. In caso contrario non esiteremo a mettere in atto energiche forme di protesta“.