Patrick Zaki

Domenica 16 febbraio dalle 11,00 alle 12,30 sit-in in piazza Saffi a Forlì per chiedere la liberazione immediata di Patrick Zaki. “Porta un libro al sit-in per protestare insieme a noi, a dimostrazione del fatto che la cultura non si arresta!” è l’invito degli organizzatori.

Patrick è uno studente dell’Università di Bologna, vincitore di una prestigiosa borsa di studio dell’Unione Europea per due anni (master internazionale Erasmus Mundus “Gemma” in Women’s and Gender Studies). Nella notte tra giovedì e venerdì, al suo rientro in Egitto, al Cairo per andare a trovare la sua famiglia, Patrick Zaki è stato catturato dalle forze di sicurezza del regime del generale Al-Sisi.
I suoi avvocati hanno riferito che gli agenti dell’Agenzia di sicurezza nazionale (NSA) hanno tenuto Patrick bendato e ammanettato durante il suo interrogatorio all’aeroporto durato 17 ore. Patrick è stato picchiato e torturato con scosse elettriche. Il giorno seguente all’arresto, i pubblici ministeri di al-Mansoura hanno ordinato la sua detenzione per 15 giorni in attesa di indagini su accuse tra cui “diffusione di notizie false”, “incitamento alla protesta” e “istigazione alla violenza”. I pubblici ministeri hanno affermato di fare riferimento a dieci post pubblicati su Facebook, ma non hanno permesso né a Patrick né al suo avvocato di esaminarli.

Riteniamo che Patrick George Zaki sia un prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media. Le nostre richieste sono tre. L’immediato rilascio di Patrick e la caduta di tutte le accuse a suo carico. La garanzia che il governo egiziano in futuro non perseguiterà né lui né la sua famiglia, e che gli sia permesso di proseguire con i suoi studi qui in Italia. L’apertura di un’indagine trasparente sotto supervisione internazionale sulle circostanze del suo arresto e sulle torture subite. Questo l’appello urgente di Amnesty International da firmare e far girare il più possibile: https://bit.ly/38qtizLInvitiamo tutti e tutte a partecipare con noi al sit-in!” concludono gli organizzatori dell’evento.