Domenica 16 febbraio, alle ore 16,00, a Palazzo Morattini, in via Armellino 33 a Pievequinta di Forlì, Mauro Mariani terrà una conferenza su “Il palazzo delle meraviglie (ossia dei Monsignani)“. La relazione sarà corredata da una serie di immagini inedite (nella foto un’immagine di Palazzo Monsignani dipinto su una piastrella).

Durante il corso del suo intervento Mauro Mariani racconterà le vicende di un palazzo nobiliare nella campagna di Pievequinta attraverso cinque secoli di storia. Il tutto nasce dalla donazione, da parte degli Ordelaffi, signori di Forlì, al loro medico Bartolomeo Lombardini di terreni, denaro e onori. Il medico, che curò anche Caterina Sforza e Cesare Riario, con le ingenti risorse economiche accumulate, potè avere il diritto di realizzare in S. Francesco Grande, che allora si ergeva nell’attuale piazza Cavour, una cappella gentilizia in cui i suoi eredi, i Monsignani, costruirono uno dei più bei sacelli del territorio. Per la cosiddetta Cappella Lombardina fu scolpita da Pietro Barilotto una statua funeraria, fu posato uno stupendo pavimento in maiolica forlivese con l’immagine dei più importanti personaggi storici della città e fu commissionata anche una pala d’altare a Marco Palmezzano.

Fra le proprietà ricevute da Bartolomeo Lombardini dagli Ordelaffi c’erano molti terreni nel territorio di Pievequinta e Casemurate. I Monsignani sui terreni siti in Pievequinta costruirono il palazzo di campagna che divenne anche il deposito dei materiali edili di recupero provenienti dallo smontaggio della Cappella Lombardini in epoca Napoleonica. Nel 1870 un disastroso terremoto fece crollare parte del palazzo. Di conseguenza fu smontato tutto ciò che era recuperabile. Le opere d’arte vennero vendute ai mercanti e del palazzo sparirono prima i materiali edili e poi la memoria.
Mostrando diverse immagini inedite, ricavate dagli archivi del territorio o dai musei stranieri dove sono confluite parte delle opere vendute, Mauro Mariani rievocherà le traversie di uno palazzo stupendo andato irrimediabilmente perduto. Ingresso libero.

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Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.