Dino Amadori

La notizia della scomparsa del professor Dino Amadori è piombata d’improvviso sulla nostra città e sulla comunità romagnola, lasciando in tutti noi sgomento e costernazione. Dino Amadori è e sarà sempre un punto di riferimento assoluto nel campo della medicina, nella scienza e nell’aiuto alle persone, non solo in qualità di luminare in campo oncologico ma anche grazie alla grande carica di umanità che ha contraddistinto ogni passo della sua vita professionale e personale.
Come Sindaco di Forlì ricordo il suo impegno, negli anni giovanili, quale Consigliere Comunale, segno di una innata passione civica e di un radicato attaccamento alle istituzioni della Repubblica, caratteristiche che hanno connotato sempre il suo modo di essere. Costantemente al servizio della collettività e aperto al dialogo, Dino Amadori ha continuato a garantire il proprio contribuito in termini di impegno civile pure in seguito, mettendo a disposizione le sue conoscenze nell’ambito dei programmi che il Comune ha portato avanti fin dagli anni Settanta per la promozione della salute, per tutelare i lavoratori, per qualificare gli stili di vita a favore dei giovani e nella lotta contro ogni forma di inquinamento. A lui come è noto – e in questo momento di profondo dolore è necessario più che mai rendere il doveroso riconoscimento – è legato lo straordinario progetto che ha portato alla nascita dell’Istituto Oncologico Romagnolo, una realtà innovativa che ha fatto della prevenzione, dell’educazione e della cura un modello preso a riferimento per qualità ed efficienza in tutto il mondo. Da quel progetto, avviato con l’amore e la cura dell’artigiano, poi evoluto fino a una dimensione organizzativa all’avanguardia, è nato l’Istituto dei Tumori Irst Irccs di Meldola.
Nelle ore drammatiche della sua scomparsa, giunga ai familiari, agli amici, ai collaboratori e a tutti coloro che hanno condiviso con lui esperienze di carattere professionale e civico l’abbraccio da parte dell’intera città di Forlì. Per me Dino Amadori è stato prima di tutto un amico e una guida che mi ha arricchito e mi ha accompagnato nel percorso di amministratore pubblico per migliorare la nostra sanità. Dino Amadori è esempio, testimonianza viva e noi lo onoriamo con la riconoscenza e la gratitudine che si deve ai grandi uomini”.

Apprendo ora la notizia sconvolgente della morte di Dino Amadori. Presidente dell’Istituto oncologico romagnolo, “padre”, fondatore e direttore scientifico (per il primo decennio) dell’Irst di Meldola e molto altro. Un oncologo di fama internazionale, una persona perbene, uno di quegli uomini che ti saresti fermato ad ascoltare senza sosta per ore. Mancherà a tutta la Romagna, ma quello che ha fatto del corso della sua vita ne renderà il ricordo eterno e incancellabile. Un abbraccio a tutta la famiglia, ai suoi affezionati collaboratori, alle persone che gli hanno voluto bene“. Lo afferma il deputato Marco Di Maio, apprendendo la notizia della morte dell’oncologo Dino Amadori.

«La morte improvvisa del professore Dino Amadori ci lascia tutti attoniti e sgomenti. Il nostro Presidente, il nostro fondatore, l’amico carissimo di tutti i consiglieri e collaboratori che hanno avuto la fortuna di godere della sua presenza. La stella polare dei nostri volontari a cui ha voluto bene uno ad uno. A chi rimane resta un lascito infinito di grandi insegnamenti, di valori e soprattutto le sue creature più grandi per le quali ha dato letteralmente la vita: lo IOR, l’Irst di Meldola e l’Associazione Tison. Ma la sua eredità più grande è l’impegno a cui ciascuno di noi sarà chiamato, affinchè, come diceva sempre “questo sia davvero il secolo in cui il cancro subirà il colpo decisivo”.
Di più al momento, per rispetto al cordoglio della famiglia e al nostro dolore, non mi sento di dire. Siamo sicuri che la nostra sofferenza sia quella di tutto il popolo dello IOR».

È una triste notizia che lascia attoniti quella dell’improvvisa scomparsa del prof. Amadori. Non sarà solo la Romagna, ma tutto il mondo della sanità nazionale e internazionale a piangere questa importante figura nel campo della ricerca scientifica, senza del quale essa non avrebbe fatto passi da gigante nella lotta contro il cancro. Ricordo ancora la profonda umanità che mi trasmise quando lo incontrai per la prima volta all’Irst di Meldola a pochi giorni dalla mia elezione a deputato. Non fu solo un suo libro, donatomi personalmente, a suggellare quella giornata, ma furono soprattutto le sue parole che ancora oggi custodisco gelosamenteUn sincero e commosso abbraccio alla sua famiglia e a tutti i suoi più stretti collaboratori. Che la terra le sia lieve, professore“. Così Carlo Ugo de Girolamo, deputato forlivese del MoVimento 5 Stelle, in merito alla prematura scomparsa del prof. Dino Amadori, Direttore scientifico emerito Irst Irccs e presidente dell’Istituto oncologico romagnolo.

“Oggi ci ha lasciato una delle persone a cui ero legato da una amicizia leale e rispettosa.
Un uomo, un medico, uno scienziato a cui tutta la Comunità Scientifica Mondiale deve molto perché grazie alle sue intuizioni scientifiche basate su una profonda conoscenza della materia oncologica, che oggi possiamo affermare che il cancro può essere combattuto e vinto. Ma oggi ci lascia anche un uomo che della solidarietà aveva fatto un punto di riferimento della sua vita. Dalla creazione nel 1979 dello I.O.R. (Istituto Oncologico Romagnolo) che tanto ha fatto per aiutare quelle persone che nel corso della malattia di un proprio caro avevano la necessità di un supporto morale, psicologico ma anche economico e materiale. Il professore Dino Amadori nella solidarietà nella sua lunga vita di medico oncologo ha sposato e sostenuto tanti progetti: per Forlì ha dato vita con il sottoscritto al Progetto dei Messaggeri della Ricerca. Il 10 giugno ci sarebbe stato il nuovo evento che attraverso lo sport aveva l’obiettivo di promuovere la ricerca e la cura dei tumori. Un viaggio in mountain bike da Forlì a Roma in sette tappe, per far conoscere ad una Italia vera e genuina che a Meldola esiste un luogo dove il cancro può essere vinto. Il nostro amato professore avrebbe avuto il grande compito di guidare il gruppo nel convegno sul cancro che si sarebbe dovuto svolgere a Cortona sabato 13 giugno con l’organizzazione della città di Cortona e del sindaco Luciano Meloni. Il progetto quest’anno ci sarà e verrà ricordato anche e soprattutto in memoria di questo grande uomo che ha dato tanto per la scienza e per la solidarietà” è il ricordo di Daniele Avolio fondatore con Dino Amadori del Progetto Messaggeri della Ricerca.

Con la scomparsa del professor Dino Amadori la Romagna, ma non solo, perde un pioniere della lotta contro il cancro e un uomo di grande valore. Il suo impegno è andato ben al di là della professione, interpretata nel segno dell’ascolto e di una rara capacità di alimentare sempre la speranza, sconfinando nel contesto sociale, attraverso un impegno costante e prezioso che ha trovato la massima espressione nella straordinaria “invenzione” dell’Istituto Oncologico Romagnolo (Ior), per non citare le iniziative umanitarie nei Paesi Africani. Dino Amadori ha assicurato, nel corso di tutti questi anni, un contributo fondamentale allo sviluppo della sanità di questo territorio, che ha avuto coronamento nella realizzazione dell’Irst di Meldola, e sempre attraverso un confronto leale e costruttivo. Con un sentimento di sgomento e dolore ci uniamo alle preghiere dei famigliari” si legge in una nota della direzione dell’Ausl Romagna.

L’improvvisa scomparsa di un grande uomo e di un medico di elevato valore e fama internazionale come il professor Dino Amadori, presidente dell’Istituto oncologico romagnolo e fondatore dell’Irst di Meldola, ci coinvolge tutti, creando un vuoto difficilmente colmabile. Sono vicino, a titolo personale e a nome di tutta la Lega Romagna, alla Famiglia, ai collaboratori e a tutti coloro che hanno amato e ammirato il famigliare, il professionista, il mentore, l’amico, l’uomo di rara lungimiranza. Dino Amadori rimarrà per sempre nella memoria collettiva per la passione e la grande sapienza spese interamente nella lotta contro le patologie oncologiche”. Lo afferma in una nota il deputato della Lega Jacopo Morrone.

Nello stringermi con commosso cordoglio ai familiari ed ai cari tutti della famiglia Amadori, chiedo ufficialmente che la memoria di un luminare della medicina come Dino Amadori sia tramandata a futura memoria per meriti scientifici, con l’intitolazione di un’aula o del padiglione principale del futuro corso di laurea in medicina e chirurgia che aprirà a breve al Campus forlivese dell’Università di Bologna”: ad avanzare la richiesta è il coordinatore comunale di Forza Italia a Forlì, Fabrizio Ragni.
Dino Amadori era nato a Santa Sofia, ma era forlivese di fatto, esercitando nella nostra città la sua professione nello studio medico oncologico di via Arnaldo da Brescia, nonché la sua attività legata allo Ior, l’Istituto Oncologico Romagnolo che aveva contribuito a fondare, ed alla specializzazione sanitaria presso strutture pubbliche e private locali e non solo”: ricorda Fabrizio Ragni.
Dino Amadori era un oncologo fra i più noti e stimati in Italia e all’estero ed aveva dato vita al Registro tumori della Romagna, prezioso supporto agli studi, diagnosi e prevenzione in campo oncologico. Aveva poi speso ogni sua energia per la creazione dell’Irst, inaugurato nel forlivese, a Meldola, uno degli istituti all’avanguardia internazionale per sconfiggere il cancro. Tanto basta per ricordarlo con gli onori che merita e confidiamo che l’amministrazione comunale, il vertice dell’Ausl Romagna e l’Università di Bologna accolgano questa nostra richiesta”: conclude Ragni.

L’unità operativa di Ginecologia e ostetricia di Forlì si stringe in un caloroso abbraccio al collega Andrea Amadori e alla sua famiglia per l’improvvisa scomparsa del professore Dino Amadori. Ci lascia il fondatore della oncologia in Romagna, grande medico e scienziato, ma anche grandissimo uomo e benefattore. Nel suo volume autobiografico “Anima e coraggio”, dedicava il libro a “coloro che soffrono nella speranza, ai volontari che ne rendono ancora piena la vita e ai ricercatori perché la nostra speranza non sia vuota.” Noi colleghi lo salutiamo e lo onoriamo con queste sue stesse parole“.

L’Amministrazione comunale di Santa Sofia esprime grande cordoglio per la scomparsa di Dino Amadori, direttore scientifico dell’Irst, oncologo di fama internazionale profondamente legato al territorio di Santa Sofia. Amadori, infatti, era nativo di Corniolo e ha mantenuto sempre un forte legame con il suo paese d’origine, anche se lo studio e la carriera lo hanno portato spesso lontano. La sua scomparsa improvvisa ha suscitato grande tristezza anche a Santa Sofia: “Si tratta di una grave perdita per il mondo scientifico e per la Medicina, ma non solo – dichiara il sindaco Daniele Valbonesi. Dino Amadori non era semplicemente un grande oncologo, punto di riferimento per tanti altri medici e studiosi di tutto il mondo, ma aveva la grande capacità di rapportarsi con le persone e con i pazienti con grande umanità, dote di non cui tutti sono provvisti”. Nel 2012 al dottor Amadori era stata anche conferita la cittadinanza onoraria di Santa Sofia, sottolineando come lo “Studioso di altissimo profilo, ha saputo cogliere gli aspetti umani della malattia, sensibilizzando l’opinione pubblica, anche attraverso la fondazione dell’Istituto Oncologico Romagnolo”.

Esprimiamo il nostro sentito cordoglio per la scomparsa del Professor Dino Amadori, da tutti riconosciuto quale punto di riferimento della medicina così come per le sue qualità umane e per l’impegno civile. La sua scomparsa lascerà un vuoto incolmabile nella sanità romagnola. Lo ringraziamo per quanto egli ha saputo dare al nostro territorio ed alla nostra comunità nella continua lotta contro i tumori. In questo triste momento il nostro pensiero va alla famiglia, agli amici ed ai suoi collaboratori cui desideriamo trasmettere il nostro messaggio di vicinanza” è il commendo del Gruppo Consiliare del Partito Democratico di Forlì.

A nome del gruppo consiliare di Forza Italia e in modo congiunto con l’onorevole Simona Vietina, ci uniamo al dolore di familiari, colleghi e amici per l’improvvisa scomparsa del professore Dino Amadori. In questo momento di profondo dolore ne ricordiamo il profilo umano e professionale che, insieme alla caratura scientifica di altissimo livello, ne hanno fatto un punto di riferimento a livello internazionale in campo medico e oncologico. Grazie al professore Amadori il nostro territorio ha affrontato in modo innovativo, e con grande anticipo rispetto ad altre aree del Paese, il tema della lotta contro i tumori fondata sulla cura, sulla prevenzione e sulla ricerca. Da tutto ciò sono nati l’Istituto Oncologico Romagnolo e l’Irst di Meldola. Come forza politica vogliamo pertanto rinnovare i sentimenti di riconoscenza, gratitudine e affetto per tutto ciò che Dino Amadori ha fattoLauro Biondi Capogruppo di Forza Italia Consiglio comunale di Forlì.

È con grande dolore che ho appreso della scomparsa di Dino Amadori, medico straordinario che ha avuto un ruolo fondamentale per la nascita dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori, l’Irst di Meldola – scrive in una nota il Rettore Francesco Ubertini -. Il suo impegno tenace e le sue eccezionali competenze scientifiche hanno portato l’Irst a conquistare un ruolo di assoluta rilevanza a livello internazionale, e la sua opera è stata determinante anche per la nascita del progetto Romagna Salute, che porterà il prossimo anno all’attivazione di un nuovo corso di studio in Medicina e Chirurgia, con due sedi a Forlì e Ravenna e una rete formativa per tirocini e scuole di specializzazione che abbraccerà anche Cesena e Rimini. A nome di tutta la comunità dell’Università di Bologna voglio esprimere le più sentite condoglianze alla sua famiglia, ai suoi amici e collaboratori e a tutto l’Irst di Meldola”.

Venerdì ci ha lasciato il professor Dino Amadori. La scomparsa di Dino Amadori ci coglie, come forlivesi, impreparati: la sua professionalità, il suo impegno e la sua vitalità sia fisica sia intellettuale, lo avevano reso parte importante e sempre presente della nostra comunità. Per questo lascia un vuoto quanto mai profondo. Chi lo ha conosciuto lo ha ricorda come lo studente più brillante, il professionista più acuto, il medico più attento, l’organizzatore più abile, e così lo ricordano i repubblicani di Forlì dandogli il loro commosso addio” si legge in una nota della Consociazione Forlivese del Partito Repubblicano Italiano.

Il professor Dino Amadori è stato un punto di riferimento per la sanità non solo forlivese. Lo ricordo competente, lungimirante, caloroso. Dal Corniolo della sua infanzia con professionalità e umanità è riuscito ad immaginare, sviluppare e realizzare opere a livello nazionale che hanno positivamente segnato la nostra comunità. Per questo gli siamo grati e dobbiamo, come forlivesi, impegnarci per mantenere e valorizzare l’eredità morale che ci ha lasciato” è il ricordo di Alessandra Ascari Raccagni presidente del Consiglio Comunale.