Fabrizio Matteucci

0
Fabrizio Matteucci

Lo confesso: sono un forlivese che ama smisuratamente Ravenna. Da sindaco mi sembrava il capoluogo naturale della provincia di Romagna, un’idea che non è mai piaciuta ai “comunisti” e perciò non si è mai realizzata. Con Fabrizio, sindaco di Ravenna, un uomo che ha amato moltissimo la sua città, abbiamo condiviso molte cose: il nevone del ’12, la questione dell’Ausl unica e molto altro.

Fabrizio aveva un contenuto umano vero, autentico, ragion per cui mi sembrava diverso dai molti sindaci di plastica che ero costretto a frequentare. Gli ho voluto bene davvero, per la sua spontanea empatia, per gli errori e per le cose giuste, per la sua ironia, perché era fatto così. Sapeva di vivere in un “sistema”; ma lo faceva con la leggerezza di chi guarda le cose da fuori. Per questo conserverò sempre dentro di me il suo sguardo e la sua voce e l’immagine di lui nel suo studio di Piazza del Popolo, mentre sorride.

CONDIVIDI
Articolo precedenteLa decide il capitano e il Forlì festeggia la vittoria col Fiorenzuola
Articolo successivoPiù di 40 punti di divario: per l'Unieuro Sapori d'altri tempi
Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.