De Girolamo: «Via libera a 1600 ricercatori e 1000 passaggi a professore associato»

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Con l’approvazione in via definitiva al Senato del decreto Milleproroghe arrivano ottime notizie per l’Università e la Ricerca. Nel provvedimento, infatti, abbiamo voluto imprimere un’ulteriore spinta per migliorare le condizioni di lavoro nel nostro sistema universitario e della ricerca, per troppo tempo sotto finanziato a causa dei governi precedenti e da politiche miopi e inefficienti“, è il commento del deputato romagnolo del M5S Carlo Ugo De Girolamo a margine del via libera definitivo in Senato del decreto Milleproroghe.

Ci tiene a sottolineare il deputato: “Come Movimento 5 Stelle e come governo, in soli due anni abbiamo portato avanti interventi finalizzati a favorire il reclutamento di professori e l’ingresso di giovani ricercatori nelle università. Ora il nostro impegno continua con risorse aggiuntive, mettendo a disposizione 96,5 milioni di euro per il 2021 e 111,5 milioni di euro annui dal 2022, aumentando così il fondo per il finanziamento ordinario delle università. Queste risorse verranno poi ripartite tra gli atenei con due successivi decreti del ministero dell’università. Nel milleproroghe abbiamo infatti rinnovato il piano straordinario che porterà all’assunzione di 1.607 ricercatori di tipo B, quelli che dopo tre anni, previo conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale, possono accedere direttamente al ruolo di professore associato nell’arco del triennio 2020-2022. Consentiremo, inoltre, di bandire procedure per la chiamata di professori universitari di seconda fascia per 1.034 ricercatori universitari a tempo indeterminato e in possesso dell’abilitazione scientifica nazionale che potranno così diventare finalmente professori associati“.

De Girolamo, già docente del Campus di Forlì, auspica un positivo apporto di nuovi ricercatori anche per l’Universitá di Bologna: “Da giovane ricercatore non posso che essere orgoglioso del lavoro fatto finora per varare misure importanti di sostegno per l’accesso dei giovani alla ricerca e per la competitività del sistema universitario italiano a livello internazionale. Un’opportunità preziosa anche per l’Università di Bologna e soprattutto per il Campus di Forlì dove a settembre sarà ai nastri di partenza il nuovo corso di Medicina e Chirurgia. Potranno così essere banditi nuovi concorsi ed arrivare docenti e ricercatori motivati e preparati. Certamente una buona notizia per confermare l’eccellenza del nostro Polo scientifico-didattico“.

E conclude il pentastellato: “Il nostro impegno e la nostra attenzione per l’Università e la Ricerca non si fermano qui ma puntiamo ancora di più a una riforma del sistema di reclutamento improntato alla trasparenza e alla meritocrazia“.