Coronavirus. Le disposizione del Vescovo

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«Facendo seguito all’Ordinanza del Ministero della Salute, d’intesa con il Presidente della Regione Emilia Romagna, circa le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019, la nostra Diocesi, in accordo con il card. Zuppi, presidente della CEER e con gli altri Vescovi della Romagna, in tutte le attività di sua specifica competenza, ad ogni livello e in ogni ambito della vita ecclesiale, in contatto con gli uffici preposti della Regione e della Prefettura, adotta le seguenti disposizioni:
• Ci si attenga sempre a criteri di prudenza, evitando in ogni modo concentrazione di persone in spazi ristretti e per lungo tempo. Le chiese rimangano aperte al culto e alla preghiera individuale.
• Fino a nuova disposizione sono sospese le celebrazioni con grande afflusso di fedeli.
• Si possono celebrare le messe feriali, tenendo conto delle indicazioni al numero 1.
• Per i funerali, si dispone di limitarsi al rito delle esequie nella forma più breve, con la sola presenza in chiesa dei familiari.
• Fino a nuova disposizione, nelle messe si sospenda lo scambio del segno di pace (che, del resto, non è obbligatorio) e si invitino esplicitamente i fedeli a ricevere la S. Comunione sulla mano e non in bocca.
• Si tolga l’acqua benedetta dalle acquasantiere.
• Le benedizioni pasquali sono sospese fino al 1° marzo.
• Fino al 1° marzo incluso sono sospesi gli incontri di catechismo e dei gruppi parrocchiali, le attività di oratorio, di dopo-scuola, sportive, teatrali, cinematografiche e ogni genere di aggregazione.
• Il Mercoledì delle Ceneri, 26 febbraio, sono sospese tutte le celebrazioni. In sostituzione di esse i fedeli sono invitati ad un momento di preghiera e digiuno in ogni famiglia: siamo tutti uniti in preghiera!
• I Centri d’ascolto della Caritas diocesana e parrocchiali sono chiusi. Previo accordo telefonico possono essere fissati colloqui strettamente necessari in questa settimana.
• Le mense e i dormitori diocesani funzioneranno secondo le modalità già indicate dal direttore Caritas a operatori e volontari.

La situazione è in continua evoluzione, pertanto ci si riserva di diramare nei prossimi giorni nuove disposizioni in particolare relativamente alle messe di domenica 1° marzo.
Rinnovo l’invito a pregare, nelle case e in famiglia, con ancor maggiore intensità, in particolare per gli ammalati, per il personale sanitario e per tutti coloro che si stanno adoperando per far fronte a questa emergenza sanitaria. La nostra preghiera salga ora incessante al Signore. Pregare è già sperare, il Signore non ci abbandona. Confidiamo nel suo amore e nella materna protezione della Madonna del Fuoco».

Il Vescovo mons. Livio Corazza