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Confartigianato di Forlì chiede di intensificare i controlli su chi crea abusivamente gioielli, senza dotarsi dell’indispensabile punzone per i metalli preziosi. La legge vigente in Italia impone l’obbligo di marchiare secondo codici prestabiliti l’oro, l’argento e gli altri metalli preziosi, così da rendere subito riconoscibile caratteristiche e purezza di ciò che viene venduto o acquistato, dunque ogni produttore di oggetti in metallo prezioso, finiti o semilavorati, ha l’obbligo di marchiare la propria produzione con un marchio legale.

Per questo l’Associazione forlivese ha scritto all’ufficio metrico della Camera di Commercio, competente sulla materia e ai Sindaci del comprensorio per vigilare con rinnovata attenzione su chi opera senza rispondere a questo adempimento. Come chiarisce il segretario Marco Valentiabbiamo ricevuto segnalazioni da parte di imprenditori che lamentano la concorrenza sleale di chi crea gioielli in metalli preziosi, bypassando le regole che disciplinano il settore dell’oreficeria. Non stiamo parlando di chi crea bijoux per hobby, ma di produttori che, per evitare di regolarizzare la propria posizione, operano nel sommerso. La crisi, purtroppo, ha spinto molti a rifugiarsi nel lavoro nero, ma questo non giustifica un comportamento lesivo della leale concorrenza”.

Il tema riguarda anche le fiere e gli appuntamenti dedicati agli hobbisti, continua Valenti “è bene sottolineare che tutti coloro che utilizzano metalli preziosi, incluso l’argento, devono dotarsi di un punzone di riconoscimento, a garanzia del consumatore, che deve poter sapere quale tipo di metallo sta acquistando”. L’intervento di Confartigianato mira a difendere la professionalità di chi opera in questo settore e, al contempo, il consumatore, che deve poter essere certo della qualità del prodotto comprato.