Acri: «L’assurda macchina inquisitoria del centrosinistra sull’assessore Melandri»

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La vicenda che vede protagonista l’assessore Melandri, sollevata dal consigliere Calderoni, segna il modus operandi che l’opposizione di sinistra ha adottato quale guida della sua politica di doveroso controllo. Ancora una volta l’opposizione, dopo gli attacchi strumentali e svilenti portati alla figura della portavoce del sindaco Beatrice Lamio e adombrato, senza riscontri oggettivi, il trasferimento del segretario generale del Comune Canessa, quale induzione e conseguenza di sedicenti dissapori con il sindaco e la giunta, ecco che la macchina inquisitoria dei compagni, in ossequio alla loro ormai nota consuetudine di attacco all’avversario politico, si arma nuovamente nella figura di Calderoni, il quale riscopre la sua professione recente, per aprire una accurata indagine a carico dell’Assessore Melandri, avendo cura di analizzare con dovizia certosina, il curriculum dell’allora docente universitario, evidenziando un presunto conflitto di interessi, di natura etica, condito, ancora una volta, con la giudicata incompatibile presenza della coniuge tra le fila dei consiglieri della Lega” è l’attacco di Raffaele Acri di Forza Italia.

Sarebbe finalmente il caso che l’opposizione riesca a giudicare l’operato degli assessori nel merito delle loro scelte, criticando laddove in disaccordo, ma proponendo altresì delle approfondite, motivate e surrogate alternative che mostrino ai loro elettori le capacità di prepararsi ad una alternanza possibile. Nel merito del sentimento etico e della signorilità di Melandri, mi preme ricordare quella espressa nella vicenda relativa agli arredi dello stilista Giò Ponti, non ritrovati dopo la riapertura dell’Hotel della Città da parte del nuovo CdA, laddove i predecessori non avessero lasciato documenti che attestassero il movimento degli stessi. Ero presente alla conferenza stampa ed il neo assessore Melandri mantenne un atteggiamento totalmente asettico, etico e rispettoso, evitando di cavalcare ogni polemica politica” conclude Acri.