Vicini: «In empatia con gli elettori come lo sono con i miei pazienti»

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Si è svolta questa mattina la conferenza stampa di presentazione dei cinque candidati della lista civica “Bonaccini Presidente” per la provincia di Forlì-Cesena. A fianco al capolista, Claudio Vicini, che a dicembre ha lanciato la sua candidatura con una partecipata convention a Cesena Fiera, c’erano anche Priya Baldazzi, Patrizia Bezzi, Alberto Mingotti, Elisa Deo. Infermiere di quartiere, medicina di vicinanza, farmacia dei servizi, e-health e sanità sui telefoni cellulari, psicologo di famiglia, ricerca di possibilità di sgravi fiscali per pet therapy: sono solo alcune delle proposte programmatiche illustrate oggi dal professor Claudio Vicini, otorinolaringoiatra di fama internazionale che, dopo una vita dedicata alla salute delle persone, ha accettato di mettere la propria grande esperienza di professionista della sanità a disposizione del proprio territorio candidandosi alle prossime elezioni regionali del 26 gennaio.

Tante le proposte di programma che Claudio Vicini, capolista scelto dal presidente Bonaccini, ha elencato ai giornalisti presenti, e si è impegnato a spiegare ai cittadini, nelle prossime settimane, durante incontri ed uscite pubbliche. Al centro le persone e le proposte per la cura della salute e la sanità. Tra i moltissimi progetti di tipo organizzativo ed assistenziale, un ruolo di primo piano lo riveste quello sulla Rete Oncologica, risorsa sottoutilizzata, da ripensare in fretta e strutturare operativamente in ottica Interaziendale, con la legittimazione di un unico coordinamento forte ed autorevole tra ospedali e Irst. E poi i riferimenti assistenziali di base, la Sanità che deve arrivare vicino a dove vivono le persone, non solo negli ospedali e i Servizi Territoriali: le radici del sistema, che affondano nel territorio e sostengono “l’albero sanitario”, sono la priorità assoluta per la sostenibilità e funzionalità del sistema. i attesa: per le visite ed esami, per gli interventi, dentro le sale d’aspetto Fondamentale migliorare il clima e l’organizzazione negli ospedali romagnoli: si può fare di più, si deve fare meglio, certamente occorre una svolta decisa in senso fortemente manageriale.

Vogliamo sviluppare – spiega Vicini – l’idea di un infermiere di quartiere per la “capillarizzazione” ed umanizzazione della assistenza e dell’infermiere “case manager”: dove l’organizzazione diventa qualità. E poi tanta, tecnologia per migliorare la sanità a domicilio, ridurre tempi d’attesa e arrivare a tutti nelle loto case: le applicazioni capillari, low cost low tech e l’avvento della e-health. Perché non sia tardi, non abbastanza, ed inutile, applichiamo finalmente norme scritte sulla tecnologia per il benessere delle persone, mai applicate. E va sicuramente valorizzata in tutti i settori l’informazione e la Comunicazione in sanità: la potenza è nulla senza controllo, l’eccellenza è nulla se non la fai conoscere, costruiamo una rete informativa bidirezionale.

“E ancora – aggiunge – il progetto della farmacia dei servizi: non un ‘negozio’, ma un luogo di assistenza e consulenza a chilometro zero, un nuovo snodo essenziale del SSN e le nuove attività dei medici di famiglia”. L’elaborazione di tre liste di attesa per ridurre i tempi: per le visite ed esami, per gli interventi e dentro le sale d’aspetto. Infine il futuro dei nostri ospedali romagnoli, l’Università, tutti sanno che si cura meglio dove si fa ricerca e didattica e il grande tema del Pronto Soccorso: ascoltiamo chi ci lavora e applichiamo i suggerimenti delle società scientifiche: assunzione di medici non specialisti con contratti a termine e tutorati, tutele e incentivi al personale, incremento del numero di posti e borse di specializzazione, introduzione di personale volontario specializzato nelle sale di aspetto.
E poi i temi ambientali: il futuro dei nostri figli passa per una politica di investimenti di oggi e le infrastrutture, una rete da portare finalmente a compimento: aeroporto di Forlì, porto di Ravenna, treni pendolari, treni ad alta velocità, comunicazioni stradali. Sarò vicino ai miei elettori come lo sono ai miei pazienti, da sempre. E i miei pazienti e i miei collaboratori sanno bene che non faccio promesse irrealizzabili, come tanti politici, ma cerco sempre, e comunque di offrire risposte ai bisogni“.

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